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La fortuna del romanzo gotico in Italia

Nell'affrontare questo lavoro il nostro fine non è stato tanto quello di soffermarci sulle caratteristiche generali del romanzo gotico, quanto piuttosto quello di mettere in risalto gli influssi che questo ed il suo naturale discendente, il romanzo storico inglese, hanno avuto sulla letteratura italiana. A tale scopo l'organizzazione dell'elaborato è stata strutturata in modo da introdurre il lettore al romanzo gotico, nei suoi aspetti più peculiari, funzione, questa, assolta dal primo capitolo. Di seguito, nel secondo capitolo, ci si è voluti soffermare su quegli autori, in particolare Byron, Shelley e Scott, che hanno contribuito in maniera più significativa, tramite le loro opere, alla diffusione di tale genere. Nel terzo capitolo si sono poste a confronto le versioni originali e le traduzioni italiane dei romanzi gotici, allo scopo di rilevare eventuali differenze e/o incongruenze, dal punto di vista sia formale che semantico. Per conseguire tale fine si sono voluti selezionare dei campioni significativi di quelle che riteniamo le pagine più rappresentative delle particolari caratteristiche stilistiche del genere. Passando al capitolo quarto, che forse in maniera più specifica risponde agli scopi che tale elaborato si prefigge, si è voluto fornire un quadro complessivo della presenza di elementi gotici nella letteratura italiana, e in particolare sul romanzo storico. È questo il motivo per cui abbiamo preferito soffermarci sui maggiori rappresentanti di questo genere, quali Manzoni, Bazzoni, Guerrazzi e D'Azeglio, preferendo tralasciare la miriade di imitazioni, quasi sempre mal riuscite e mosse da palesi intenti commerciali, da parte di autori minori. Nell'ultimo capitolo abbiamo spostato la nostra attenzione sulla critica italiana al romanzo gotico, riassumendo e citando, ove possibile, i pareri di alcuni dei più autorevoli studiosi in materia, al fine di evidenziare le differenze, talvolta sostanziali, nel loro modo di porsi nei confronti del genere.

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iv INTRODUZIONE Nell'affrontare questo lavoro il nostro fine non è stato tanto quello di soffermarci sulle caratteristiche generali del romanzo gotico, quanto piuttosto quello di mettere in risalto gli influssi che questo ed il suo naturale discendente, il romanzo storico inglese, hanno avuto sulla letteratura italiana. A tale scopo l'organizzazione dell'elaborato è stata strutturata in modo da introdurre il lettore al romanzo gotico, nei suoi aspetti più peculiari, funzione, questa, assolta dal primo capitolo. Di seguito, nel secondo capitolo, ci si è voluti soffermare su quegli autori, in particolare Byron, Shelley e Scott, che hanno contribuito in maniera più significativa, tramite le loro opere, alla diffusione di tale genere. Nel terzo capitolo si sono poste a confronto le versioni originali e le traduzioni italiane dei romanzi gotici, allo scopo di rilevare eventuali differenze e/o incongruenze, dal punto di vista sia formale che semantico. Per conseguire tale fine si sono voluti selezionare dei campioni significativi di quelle che riteniamo le pagine più rappresentative delle particolari caratteristiche stilistiche del genere. Passando al capitolo quarto, che forse in maniera più specifica risponde agli scopi che tale elaborato si prefigge, si è voluto fornire un quadro complessivo della presenza di elementi gotici nella letteratura italiana, e in particolare sul romanzo storico. È questo il motivo per cui abbiamo preferito soffermarci sui maggiori rappresentanti di questo genere, quali Manzoni, Bazzoni, Guerrazzi e D'Azeglio, preferendo tralasciare la

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere

Autore: Marco Flammini Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9317 click dal 05/01/2007.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.