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Strategie organizzative, customer satisfaction e devolution nelle politiche di governance regionale: il caso Regione Abruzzo

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Capuzzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Sociali
  Corso: Sociologia
  Relatore: Antonio Cocozza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

Le caratteristiche di innovazione del settore “Pubblica amministrazione”, a mio avviso, sono evidenziate dalle strategie organizzative messe in atto per recuperare la fiducia del cittadino:Siti web (carta d’identità dell’Ente);Flessibilità e Formazione;Comunicazione interna;Direzione e sviluppo delle risorse umane, attraverso un sistema che sviluppi una cultura manageriale, di gestione e valorizzazione delle risorse strategiche. La priorità, è porre l’avvio a dei modelli gestionali delle Risorse umane, diretti a favorire il miglioramento dei livelli di produttività. Un progetto, organizzativo e relazionale, dove la “Priorità” si focalizzi sulla gestione delle risorse umane: nel diffondere, con ogni mezzo idoneo, il senso di urgenza dell’innovazione; nella necessità di valutare l’impatto organizzativo delle riforme legislative degli ultimi anni e delle trasformazioni legate all’utilizzo delle nuove tecnologie sul personale delle Amministrazioni pubbliche; nel responsabilizzare la dirigenza sulla efficace gestione delle risorse umane, così da accrescere il senso di appartenenza e di soddisfazione dei lavoratori per la propria Amministrazione. I sistemi più evoluti sono quelli che si adattano ai nuovi modelli di innovazione, che rafforzano le interazioni fra settore pubblico e settore privato, e che in generale creano le condizioni migliori per lo sviluppo di innovazioni.L’obiettivo prioritario, che mi pare si evidenzi subito, è quello di sviluppare un modello di Società dell’Informazione basata sull’innovazione e la conoscenza, che modernizzi il paese attraverso un utilizzo diffuso delle nuove tecnologie, sia nella sfera pubblica che privata.Con la comunicazione interna si possono infatti veicolare nuovi modelli organizzativi, nuove culture e quant’altro necessario per affrontare la complessità del mondo in cui viviamo. Le strategie e gli obiettivi determinano le politiche di comunicazione aziendale. La comunicazione, però, è fortemente modellata dalla struttura organizzativa. In un’ottica in cui sono le persone a studiare cosa e come fare.L’attività formativa a favore del personale degli Enti diventa sempre più determinante per accompagnare il percorso del cambiamento nelle amministrazioni locali che deve riuscire a mantenersi coerente con le politiche di sviluppo delle risorse umane.La comunicazione interna, per esempio, gestita in maniera sistematica diventa la chiave per effettuare i cambiamenti organizzativi e gestionali dell’amministrazione locale, perchè rafforza il senso di appartenenza dei dipendenti e stimola gli apporti costruttivi alla realizzazione dei programmi, favorendo risultati positivi. L’importanza, inoltre, del fattore gestione risorse umane è centrale nelle P.A. perchè la qualità dei servizi erogati dipende dai singoli dipendenti e, in particolare, ciò si manifesta sul versante della percezione esterna dell’attività dell’ente e sulla sua immagine. Un aspetto gestionale, interessato profondamente al processo di cambiamento nella P.A. e nei governi regionali, è quello rappresentato dalla circolazione delle informazioni. Si tratta infatti di un fattore strategico finalizzato alla qualità dei servizi a disposizione dei cittadini, che influenza in modo decisivo l’immagine dell’amministrazione. Il bilancio sociale, per esempio, viene ritenuto un nuovo strumento di comunicazione tra l’amministrazione e i propri portatori di interesse. Esso è finalizzato a informare i diversi interlocutori interni ed esterni, fornendo un quadro attendibile sugli impatti esercitati dall’attività dell’ente nei confronti della comunità amministrata e sulla loro coerenza con il “programma di mandato”. Personalmente voglio ribadirlo, ma non sono il solo a sostenerlo, che: informare non è ancora comunicare, perchè la comunicazione è un processo bidirezionale che, accanto alla capacità di informare, richiede ascolto e dialogo. Ogni processo di comunicazione infatti, per essere realmente efficace, deve essere calibrato sulle caratteristiche specifiche dei destinatari ai quali si rivolge e attivare un sistema di confronto costante e aperto con i vari interlocutori. Questa spinta verso l’innovazione, inoltre, rafforza il processo di separazione tra la sfera amministrativa e quella politica. La sfida dei prossimi anni, come tendenza dell’intero settore pubblico, a mio avviso, è affrontare il problema che nelle amministrazioni permane ancora una cultura poco incline ai cambiamenti e alle novità, che tende a frenare quelle iniziative che abbiano forti inclinazioni organizzative. Mentre la priorità sarà quella di investire nella creazione e nella crescita delle competenze professionali. l’importante è riuscire ad indagare, anche attraverso gli interventi normativi, sulle capacità di ciascun dirigente di interpretare e sostenere il cambiamento poiché è su tali potenzialità che si giocano realmente le opportunità di innovazione.

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5 PREFAZIONE Oggi, uno dei problemi più preoccupanti, in modo diretto per i giovani, è trovare un lavoro e che si identifichi in un “posto”. Così da poter avere una sicurezza per l’avvenire (reddito, carriera, ecc...). Spesso, per molti però, quest’aspettativa non si realizza, nonostante concorsi e domande varie, il posto non arriva. Il numero di disoccupati, quindi, aumenta, anche perchè molti altri che già avevano un lavoro l’hanno perduto. Una situazione questa che si ripercuote pesantemente su tutte le dimensioni del sistema sociale, a livello micro e macro, ponendo un grave stato di crisi del sistema generale stesso. Uno stato di allerta che ci spinge a capire il quadro attuale, che è profondamente cambiato rispetto al passato. Un passato, neanche troppo lontano, in cui esistevano due grandi sbocchi per l’occupazione: la pubblica amministrazione e le industrie private. Oggi però questi settori sono saturi. Tutto ciò comporta enormi cambiamenti, ma anche nuove opportunità: la fabbrica richiederà sempre più nuove professionalità (dove gli operai avranno soprattutto compiti di controllo delle macchine); anche tra gli impiegati sta avvenendo più o meno la stessa cosa; l’elettronica sta creando nuove mansioni, completamente diverse dalle tradizionali, facendo cadere la classica distinzione tra operai e impiegati; aumentano d’importanza le mansioni di controllo, di coordinamento, di ricerca, di progettazione, di marketing, di vendite, e più in generale di gestione strategica. Anche i dirigenti devono rinnovare e potenziare continuamente nuove capacità. Ci possiamo rendere conto, in definitiva, che il mondo del lavoro potrà comunque offrire nuove opportunità di occupazione, ma soprattutto a individui in possesso di determinate capacità professionali. Una delle dimensioni, prima accennate, che risentirà di questo terremoto nel mondo del lavoro è quella dell’educazione; la conoscenza, anche secondo me, è il vero potere, sia per un individuo sia per un paese, e il miglior investimento è quindi l’educazione. Perchè

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Parole chiave

amministrazioni pubbliche
devolution nelle politiche
governace regionale
politiche di governance
pubblica amministrazione
regione abruzzo

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