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La competitività dell'Italia nei settori maturi

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Crespan
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Commercio estero
  Relatore: Ferruccio Bresolin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

La tesi si apre con una panoramica sul modello industriale distrettuale italiano, le sue caratteristiche e il suo posizionamento a livello internazionale. L'analisi continua mostrando la competitività delle nostre produzioni tipiche nel commercio internazionale e in particolare nei confronti della gigante asiatico (Cina). I processi globalizzativi in atto oltre a costituire la base per un allargamento mondiale del commercio tra i paesi, contribuisce in maniera determinante alla rilocalizzazione produttiva e commerciale del nostro Paese. L'Italia e le sue produzioni tipiche del "Made in Italy" stanno mostrando proprio in questi anni evidenti difficoltà nel mantenere le proprie quote di mercato sui mercati europei e mondiali. Nella seconda parte della tesi viene messa in eveidenza l'importanza che l'innovazione ha nell'implementazione di nuove strategie produttive e di internazionalizzazione delle imprese. L'innovazione unita alla ricerca costituisce la base per quelle imprese che vogliono ritrovare competitività e diversifcare le proprie produzioni. In conclusione vedremo quali possono essere le strategie e/o gli strumenti a disposizione delle nostre PMI allo scopo di una magigore apertura internazionale.

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5 Introduzione Dalla grave crisi economica mondiale del 2001 l’economia italiana sta attraversando un periodo di difficoltà a livello economico e commerciale. La bilancia commerciale italiana ha fatto registrare nel 2004 il primo saldo negativo dopo un decennio di positività, tale situazione è in gran parte dovuta ad una flessione delle esportazioni (soprattutto in volume) a cui si è contrapposta invece un’impennata delle importazioni con l’erosione a poco a poco dei margini di positività. Tuttavia è importante sottolineare che tale situazione potrebbe essere ancora più grave non considerando il fatto che attualmente un cambio euro/dollaro così “alto” rende le nostre importazioni e i nostri approvvigionamenti meno costosi. Il 2006 è iniziato in maniera alquanto positiva, il contributo dell’aumento delle esportazioni sulla ripresa dell’economia italiana è stato determinante. Questa inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni potrebbe in qualche modo dipendere dal fatto che i nostri imprenditori, le nostre imprese e più in generale gli operatori economici stiano manifestando una chiara intenzione nel procedere ad una riorganizzazione delle strutture produttive al fine di sfruttare i vantaggi comparati del nostro paese rispetto agli altri, rivedendo anche i propri livelli di specializzazione produttiva. Occorre considerare che la strada verso una completa “rinascita” dell’economia del nostro paese è lunga e che i fattori che hanno caratterizzato questa fase di difficoltà in gran parte resteranno tali anche nel prossimo futuro. Tra le cause di questo rallentamento è importante ricordare l’aumento del prezzo delle risorse energetiche (in primis il petrolio) che ha fatto aumentare in termini di valore le nostre importazioni, e in misura ancora maggiore la fase recessiva che la Germania (nostro principale partner commerciale) sta ora attraversando pur non dimenticando la sempre maggior presenza di prodotti asiatici (in testa i beni provenienti dalla Cina) sui mercati europei. L’attenzione ora rivolta dalla Germania verso i beni cinesi più a buon mercato ha fatto crollare l’export italiano verso questo paese. Infatti in questi anni la Cina si sta affermando come nostro principale concorrente nelle produzioni a basso valore aggiunto dei cosiddetti settori tradizionali o del Made in Italy come si usa definirli, che sono i settori di punta delle nostre esportazioni. Il 2006 si è aperto nel segno di una rinnovata fiducia in tutte le componenti del sistema economico, testimoniata dalle numerose “missioni” commerciali all’estero (in Cina e altri Paesi emergenti) promosse dagli enti istituzionali con il coinvolgimento diretto delle imprese e degli imprenditori. L’obiettivo è quello di instaurare nuovi rapporti di partnerariato a tutti i livelli tra operatori italiani e stranieri nel segno della

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Parole chiave

cina
commercio estero italiano
competitività
delocalizzazione
distretti
innovazione
made in italy
pmi
settori tradizionali italiani
strategie di internazionalizzazione

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