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Tra governance globale ed europea: Gli effetti sullo Stato costituzionale democratico

Si evidenzia come gli scenari, le identità e i poteri che si affermano in quest’epoca di globalizzazione, da un lato riducono la capacità degli Stati nazionali di governare sul proprio territorio e dall’altro aumentano la richiesta di regolazione sociale in settori fondamentali per la convivenza civile (l’economia, la scienza e la tecnologia, i mass media, le grandi migrazioni, i rapporti internazionali e così via). Si produce così un gap tra la domanda sociale e la capacità dei governi di rispondere con politiche efficaci.
Nel contempo si strutturano nuove forme di governance secondo logiche di rete in cui non vi è più un attore centrale, bensì una diffusione del potere tra attori pubblici e privati, sociali ed economici, tra loro indipendenti e nessuno dei quali in una posizione di assoluto predominio.
In sostanza, cambiano i rapporti tra istituzioni pubbliche e società civile e si impone un necessario mutamento delle stesse forme di democrazia che si trovano ad affrontare una crisi di governabilità, di rappresentanza, di partecipazione e quindi di legittimità: lo Stato-nazione sembra diventato troppo piccolo per governare processi che trascendono i suoi confini territoriali e troppo grande per far fronte a richieste di partecipazione che non possono essere soddisfatte dalle odierne forme di accentramento.
Risulta evidente come la sola rappresentanza partitica- elettorale non sia più sufficiente, né per rappresentare che per governare la complessità sociale; è necessario pertanto pensare a nuove forme di partecipazione che coinvolgano anche le forze civili, “ridefinire modalità di coinvolgimento collettivo che tendano a includere, nel contempo, movimenti e forze di diversa natura presenti nella società”.

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6 Introduzione La dissoluzione del mondo bipolare USA-URSS alla fine degli anni ‘80 ha aperto una nuova fase degli equilibri mondiali. Due ipotesi di ricostruzione del quadro di riferimento si contrappongono: da un lato si prospetta l’emergere di un mondo unipolare, con al centro gli Stati Uniti, la loro economia e la loro politica, e a cerchi concentrici via via più lontani Europa, Asia, Oceania, America latina e Africa; dall’altro si vede piuttosto l’emergere di aggregazioni di aree economico-politiche omogenee quali l’Unione Europea, il Nafta (Nord america), l’Asean (Sud-est asiatico) o il Mercosur (America latina) che instaurano tra loro un rapporto multilaterale, trovando un ruolo di mediazione nei forum come le Nazioni Unite. <<Le tendenze di sviluppo raggruppabili sotto l’etichetta della ‘globalizzazione’ modificano una costellazione storica che si caratterizzava per la coincidenza, coestensiva di Stato, società ed economia. Il sistema economico internazionale, che vedeva gli stati fissare i confini tra le economie interne e le relazioni commerciali esterne, nel corso della globalizzazione dei mercati si trasforma in una economia transnazionale. Gli elementi più rilevanti sono l’accelerazione dei movimenti mondiali di capitale e il carattere imperativo delle valutazioni espresse dai mercati finanziari globali sulle posizioni nazionali. Questi dati di fatto spiegano perché gli attori

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Antonietta Bifulco Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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