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Il museo della Grande Guerra

Informazioni tesi

  Autore: Giulio Sovran
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Emilia Costa
Coautore: Diego Quadrelli, Michele Spreafico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Tesi di laurea - SQS - Giulio Sovran – Diego Quadrelli – Michele Spreafico

Il museo della Grande Guerra

La presente tesi ha vinto nel mese di dicembre 2006 il primo premio del “Premio Nardi (organizzato dal Politecnico di Milano)”, come migliore tesi di laurea tra tutte le tesi discusse in Italia tra il 2003 e il 2006 avente come tema progettuale “Alluminio e…”

Concept storico-architettonico
Il Progetto per un Museo della Prima Guerra Mondiale ha scelto come sito d’intervento il Monte Ortigara, e più precisamente le linee di trincea austriache, tagli indelebili ed eloquenti di un passato che fonda le sue radici sull’eroismo ed il sacrificio delle truppe italiane così come austriache. Il Team progettuale, costituito dagli studenti Giulio Sovran, Diego Quadrelli e Michele Spreafico, ha voluto valorizzare tali preesistenze di notevole valore storico, ripercorrendo tratti dolorosi della Storia del nostro Paese con l’obiettivo di creare un’esposizione museale, pensata come temporanea, che fosse in grado di ricostruire alcune dinamiche vissute dalle truppe dell’epoca, riproponendone anche l’aspetto emozionale. Particolare attenzione è stata dedicata alla creazione di un racconto che permettesse ai visitatori di immedesimarsi nelle dure condizioni che i due eserciti dovettero sopportare per lunghi mesi, arroccati tra i monti a difesa della propria Patria.
Il Monte Ortigara ha offerto una condizione unica di progettazione, orientata alla realizzazione di un’esposizione di reperti appartenenti all’epoca della prima guerra mondiale: un’occasione particolare in primis per la sua collocazione oltre quota 2000 mt, e in secondo luogo per le decine di artefatti di quasi un secolo fa, ancora visibili lungo le pendici di un monte che fu uno dei teatri di scontro più cruenti della guerra.
Il fil rouge che unisce i tre progetti è costituito dalla volontà di trasmettere al visitatore parte delle sensazioni provate dai soldati che hanno percorso queste valli, di stati d’animo dell’Uomo, dislocato su due versanti alpini, in conflitto ma simmetricamente identici. Vuol essere dunque un Museo dell’umana fatica, pensato per riproporre le difficoltà quotidiane che soldati austriaci e italiani provarono all’epoca del conflitto. Tre sono i punti nodali attraverso cui si svolge tale racconto come tre sono i padiglioni che affrontano differenti temi alla luce dell’elemento unificante della fatica. Le tematiche della solitudine, del sacrificio e della morte sono stati proposti con tali installazioni ed in tali installazioni.
Il progetto ha dovuto confrontarsi con numerose difficoltà, prima fra tutte quella di non poter edificare in un Area Sacra; a questa si è aggiungeva la necessità di dover colmare una notevole distanza storica, unitamente alla difficile ricerca di una modalità di espressione architettonica in grado di comunicare un contenuto emotivo che i soli reperti non sanno trasmettere completamente.

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