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Organizzazioni non profit: normativa di riferimento e attività di controllo

Nei sistemi economici maggiormente sviluppati è emersa e si è rafforzata nel corso degli ultimi decenni la cosiddetta “economia sociale”.Si tratta di un settore che producendo beni e servizi dalle cartatteristiche peculiari si è trovato, nel corso degli anni novanta,al centro dell’attenzione dei ricercatori , dei politici degli amministratori e della stessa opinione pubblica.
Partendo da un’escursus storico sulle origini delle Aziende non profit e da una classificazione delle stesse, il presente elaborato passa ad analizzare rispettivamente gli aspetti civilistici ( Capitolo I ) e fiscali (Capitolo II ) delle Aziende in questione.
L’importanza crescente del terzo settore ed il perdurare delle lacune legislative in tema di rendicontazione dell’Arap hanno indotto il Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti (CNDC) ad intervenire in modo articolato nel tentativo di ornire indirizzi e principi sia sotto il profilo contabile sia sotto il profilo del bilancio sociale. Il CNDC non è l’unico organo che svolge tale funzione: negli Stati Uniti, il Financial Accounting Standards Board si occupa frequentemente di not-for profit organization così come altre realtà economiche a noi vicine come Spagna e Francia. Delineando l’ambito di applicazione (Capitolo III ) vengono analizzati i prospetti considerati fondamentali per la redazione di un Bilancio di azienda non profit:
- Stato Patrimoniale;
- Rendiconto di gestione;
- Allegati esplicativi: nota integrativa e prospetti di movimentazione dei fondi;
- Relazione sulla gestione (c.d. conto morale o relazione di missione);
- Relazione dell’organo incaricato con riferimento alle Raccomandazioni emanate dalla Commissione Anp creata in seno al CNDC.
Interessante è l’evoluzione del sistema del controllo gestionale ( Capitolo IV ) che ci pone sempre di fronte a domande, mai scontate, circa le finalità dell’azienda e cosa significhi realizzarle nelle realtà. Si analizza, inoltre, il controllo esterno individuandone le diverse tipologie.
In fine viene analizzato un caso concreto con riferimento al contesto teorico affrontato nei precedenti capitoli: Il caso Telethon (Capitolo V).

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1 Introduzione Nei sistemi economici maggiormente sviluppati è emersa e si è rafforzata nel corso degli ultimi decenni la cosiddetta “economia sociale”.Si tratta di un settore che producendo beni e servizi dalle cartatteristiche peculiari si è trovato, nel corso degli anni novanta,al centro dell’attenzione dei ricercatori , dei politici degli amministratori e della stessa opinione pubblica. Profilo storico 1 Il settore non profit può essere considerato, per molti aspetti,come l’esito giuridico di una doppia battaglia che si è combattuta nella seconda metà del XIX secolo; in questo periodo si concluse il processo d’unificazione nazionale (Risorgimento), partì la rivoluzione industriale ed avvenne una durissima lotta per il potere tra l’elite del nuovo stato nazionale, la chiesa cattolica ed il nascente movimento socialista. Da un lato, infatti, la nuova elite politica nazionale tentò di limitare il potere e l’influenza della chiesa, dall’altro, lottò per integrare il movimento socialista allora agli esordi, nelle strutture politiche di un’economia capitalista. Nel 1860, la nascita del nuovo stato italiano portò con sé l’affermazione di una nuova elite politica laica che interpretò la riduzione della forza, dell’influenza della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni . In quegli anni, gran parte dei servizi sanitari e d’assistenza erano amministrati da Istituzioni religiose, molte delle quali frutto di una tradizione secolare che può essere fatta risalire al Medioevo. 1 Vedi Cova A., La situazione italiana: una storia di non profit, in Il non profit dimezzato, a cura di Vittadini G., Perugina, 1998.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Mara Oliverio Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2789 click dal 25/01/2007.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.