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Un'applicazione delle tecniche del sei sigma in ambito bancario: l'impatto della localizzazione e della dimensione sulla performance delle filiali di Banca Intesa

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Blundo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Statistiche ed Economiche
  Relatore: Achille Lemmi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

L'obiettivo era quello di fornire una metodologia applicativa per valutare la performance delle filiali di Banca Intesa sotto il profilo del Rendimento delle Risorse Impiegate. Lo scopo era quello di verificare l'impatto dato dal fattore "Dimensione", dal fattore "Territorio" e soprattutto verificare l'esistenza di una interazione tra i due fattori.
La metodologia proposta, basata principalmente sull’utilizzo di tecniche statistiche, ha lo scopo di individuare le cause della variabilità con l’obiettivo di ridurla ottimizzando la risposta del sistema. E’ la variabilità che riduce la capacità e l’affidabilità dei processi; questa va riconosciuta e quindi combattuta. Bisogna risalire alle cause della variabilità e quindi pianificare delle attività atte a ridurre il suo impatto nei propri processi produttivi. Ciò, è alla base del Sei Sigma.

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Premessa In Italia il sistema bancario, per lungo tempo dominato dalla proprietà pubblica, ha vissuto un processo di privatizzazione senza precedenti; la nuova legge bancaria (testo unico del 1993) ha sancito solennemente la natura di impresa, dunque privatistica, dell’attività bancaria (“La raccolta di risparmio fra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria.” Essa ha carattere di impresa, art.10,c.1). Venute meno le condizioni di protezione che avevano prevalso almeno fino agli anni settanta, le banche sono state costrette ad operare in mercati più concorrenziali e in contesti economici più rischiosi rispetto a prima. Negli anni passati, gli intermediari finanziari , ed in particolare le banche , erano oggetto di una azione di regolamentazione e di controllo ben superiore a quella di altri settori dell’economia, proprio per la crucialità delle due funzioni che gli intermediari svolgono nell’ambito del sistema economico: la funzione monetaria e quella creditizia. La prima consiste nella produzione degli strumenti necessari per il perfezionamento degli scambi economici e nell’amministrazione del sistema dei pagamenti. Con la funzione creditizia, gli intermediari assicurano la trasmissione dei fondi dalle unità economiche in surplus finanziario a quelle in deficit. Le azioni di controllo erano volte, principalmente, al conseguimento di obiettivi in termini di stabilità delle istituzioni e del sistema nel suo complesso a causa dell’incapacità dei mercati finanziari di raggiungere autonomamente condizioni di efficienza. Di qui la necessità di intervento di una autorità esterna che indirizzi le forze di mercato. Con il termine “regolamentazione” ci si riferisce appunto al quadro normativo che disciplina l’attività degli intermediari finanziari e che è definito sia dalla legge sia dagli interventi regolamentari delle autorità di settore. A partire dagli anni ottanta si è assistito ad una evoluzione delle politiche di vigilanza. Il generale contesto di tale cambiamento è quello dell’innovazione finanziaria, della liberalizzazione dei movimenti di capitale, della crescente integrazione e globalizzazione finanziaria. In una fase iniziale si è assistito ad un processo di deregulation, consistito nell’eliminazione, parziale o totale, di alcune fattispecie di controlli. In alcuni casi, anche in conseguenza degli effetti negativi della deregolamentazione sulla stabilità degli intermediari, si è assistito a veri e propri processi di re-regulation, costituiti dall’introduzione di nuove norme regolamentari. La realtà bancaria ha quindi manifestato un elevato tasso di trasformazione, muovendo in direzione di un ambiente caratterizzato da una stretta integrazione dei mercati, nazionali ed internazionali, dalla presenza di nuove figure di intermediari finanziari, da una domanda di prodotti fortemente dinamica, dall’avanzamento della tecnologia dell’elaborazione dei dati e delle telecomunicazioni. Questa evoluzione ha una delle sue manifestazioni più evidenti nella progressiva diminuizione della attività normativa tradizionalmente svolta dalla Banca Centrale per

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