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Il bullismo adolescenziale. Uno studio condotto nel sulcis iglesiente

La tesi affronta l'argomento del bullismo, nello specifico il bullismo in adolescenza con una ricerca sul campo effettuata su un campione di studenti degli istituti superiori

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5 Prefazione Nello svolgimento di questo lavoro ho voluto affrontare il tema del bullismo, in particolare il bullismo adolescenziale, partendo dalle varie teorie psicologiche che nel corso del tempo hanno contribuito ad una maggiore comprensione del fenomeno stesso. Si ritiene che il bullismo sia un fenomeno con causalità multifattoriale e per esaminarlo nel suo insieme non si può prescindere dal fare delle considerazioni sull’età del campione di soggetti che si vuole prendere in esame, sull’ambiente sociale in cui si trovano inseriti e sull’incidenza dell’aggressività, che è un fenomeno presente nell’essere umano fin dalla prima infanzia. Il comportamento aggressivo non ha una finalità necessariamente negativa, ma può svilupparsi in modo “prosociale”. Questo dipende da svariati fattori, influenzati soprattutto dall’ambiente sociale e dalle prime figure di attaccamento: l’educazione ricevuta dai genitori, il gruppo di coetanei che si frequenta, le informazioni ricavate dai mezzi di comunicazione di massa, gli insegnamenti appresi quotidianamente dalla società di cui si è parte. Partendo dal presupposto che ogni persona è libera di decidere autonomamente quali comportamenti assumere, si riconosce che l’ambiente in cui essa vive è un elemento determinante nell’attuazione (o nella non attuazione) di comportamenti di prevaricazione nei confronti di altri. L’adolescenza è un periodo della vita in cui i giovani, sotto la guida degli adulti di riferimento, imparano a vivere più autonomamente, a decidere per sé stessi, sopportando anche il peso di nuove e più grandi responsabilità. E’ il momento in cui devono inserirsi, consci del proprio ruolo, nella società, dimostrando di essere capaci di integrarsi “alla pari”. Questo periodo di transizione comporta numerose difficoltà, in cui assumono particolare importanza gli adulti, che fungono da guida e da esempio, ma anche da “nemici” da combattere e autocrati a cui ribellarsi, per la loro incapacità di comprendere le difficili sensazioni che si provano a quest’età. Ancora più importanti diventano i coetanei, nei quali ci si rispecchia e che appaiono come propri simili: tra pari ci si può confrontare perchè accomunati dallo stesso disagio e dal fatto che “si parla la stessa lingua”. L’età adolescenziale è il periodo della vita in cui i legami amicali sono più stretti e il momento in cui il buono o il cattivo esempio dato dalle “buone” o dalle “brutte” compagnie, può influenzare più fortemente il proprio comportamento nel presente e, di conseguenza, nel futuro, visto che a questa età si pongono le basi per creare l’adulto che si deciderà di essere. Questo periodo della vita è stato studiato da innumerevoli punti di vista: le considerazioni oggi diffuse sul periodo adolescenziale, hanno come base le teorie psicologiche e sociali, quali: la teoria

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Diana Sotgiu Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6495 click dal 24/01/2007.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.