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La formula cooperativa d'impresa in Spagna e in Italia: un'analisi comparata

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Tamellini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Internazionale
  Relatore: Andrea Lionzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

Il movimento cooperativo rappresenta una parte indubbiamente importante della realtà economica per i caratteri di socialità e solidarietà che lo contraddistingue dalle società di capitali, ma anche per gli importanti risultati economici che ha saputo raggiungere, contribuendo spesso in maniera determinante allo sviluppo delle economie locali, alla diffusione dell’imprenditorialità e alla creazione di nuove opportunità di lavoro e di mercato.

In Italia il sistema delle aziende cooperative può vantare una lunga tradizione ed una presenza diffusa in molteplici settori di attività. Tuttavia, oggi tale sistema, sia in Italia che in Europa, si trova a dover affrontare nuove importanti sfide che rischiano di metterne a repentaglio la forza economica e competitiva se non addirittura l’identità stessa, da sempre suo tratto distintivo.
L’intensificarsi delle pressioni concorrenziali nei settori di presenza delle imprese cooperative, la necessità di intraprendere uno sviluppo internazionale e in nuove aree d’affari, la tendenziale diminuzione di agevolazioni fiscali e del sostegno da parte delle amministrazioni pubbliche e, ancora, il crescente potere contrattuale della grande distribuzione e degli operatori di mercato, hanno notevolmente mutato lo scenario competitivo all’interno del quale le cooperative si trovano ad agire, rendendo necessaria una riflessione sulle modalità con le quali queste entità vengono governate e sui fattori di vantaggio e sui vincoli che nascono dall’agire cooperativo.

Di fronte a questi consistenti cambiamenti le cooperative si sono trovate in una situazione di crisi, una crisi nel senso etimologico del termine, ossia di passaggio, transizione. E in questa fase di transizione l’aspetto che più chiaramente è emerso è la consapevolezza che alle cooperative è sempre di più richiesta la capacità di soddisfare non solo la dimensione sociale e mutualistica della propria attività, ma anche quella economica, dell’efficienza gestionale, della competitività e della concorrenzialità nel mercato. Se infatti nel passato molte realtà cooperative potevano far aggio esclusivamente sulla funzione sociale e sulla solidarietà, facendone diventare la ragione necessaria e sufficiente per la propria esistenza, oggi è sempre più evidente che una solidarietà – nel caso in questione, una mutualità - che non riesca a coniugarsi con l'efficienza risulta destinata a scomparire e soccombere.
Le protezioni che per lungo tempo hanno coperto le spalle alle inefficienze di molte realtà cooperative (dal sostegno pubblico e politico, alla dimensione di mercato prettamente locale, allo scarso potere competitivo delle imprese concorrenti nei settori tradizionali d’azione delle cooperative) sono infatti venute meno e queste entità si trovano così a dover competere, in un mercato sempre più complesso e concorrenziale, assolutamente alla pari con tutte le altre imprese.

Questa sfida è stata colta dalle cooperative cercando di ammodernare le proprie strutture organizzative e gestionali ed investendo risorse nel miglioramento delle proprie capacità di mercato e dei livelli di efficienza.

Ma a fianco agli sforzi delle singole realtà aziendali si è avvertita, nell’ambiente cooperativo, la necessità di un intervento anche a livello legislativo, che sapesse reinterpretare la disciplina cooperativa in maniera tale da meglio rispondere alle nuove esigenze poste dal mercato.
Il dibattito riformativo è diventato così tema comune in molti paesi europei ed è sfociato in numerose riforme, comprese quella adottata in Spagna con la Ley de Cooperativas 27/1999 ed in Italia con il Decreto Legislativo n°5-6 del 17 gennaio 2003 in attuazione della legge 3 ottobre 2001, n°366.

Il presente lavoro si pone l’obiettivo, attraverso un’approfondita analisi della riforma cooperativa spagnola, di offrire una diversa chiave di valutazione, di tipo comparativo, del contenuto della riforma del diritto societario cooperativo adottata in Italia, cercando di mettere in evidenza i tratti più interessanti ed innovativi che emergono da ciascuno di questi due interventi legislativi.

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1 INTRODUZIONE Il movimento cooperativo rappresenta una parte indubbiamente importante della realtà economica per i caratteri di socialità e solidarietà che lo contraddistingue dalle società di capitali, ma anche per gli importanti risultati economici che ha saputo raggiungere, contribuendo spesso in maniera determinante allo sviluppo delle economie locali, alla diffusione dell’imprenditorialità e alla creazione di nuove opportunità di lavoro e di mercato. In Italia il sistema delle aziende cooperative può vantare una lunga tradizione ed una presenza diffusa in molteplici settori di attività. Tuttavia, oggi tale sistema, sia in Italia che in Europa, si trova a dover affrontare nuove importanti sfide che rischiano di metterne a repentaglio la forza economica e competitiva se non addirittura l’identità stessa, da sempre suo tratto distintivo. L’intensificarsi delle pressioni concorrenziali nei settori di presenza delle imprese cooperative, la necessità di intraprendere uno sviluppo internazionale e in nuove aree d’affari, la tendenziale diminuzione di agevolazioni fiscali e del sostegno da parte delle amministrazioni pubbliche e, ancora, il crescente potere contrattuale della grande distribuzione e degli operatori di mercato, hanno notevolmente mutato lo scenario competitivo all’interno del quale le cooperative si trovano ad agire, rendendo necessaria una riflessione sulle modalità con le quali queste entità vengono governate e sui fattori di vantaggio e sui vincoli che nascono dall’agire cooperativo. Di fronte a questi consistenti cambiamenti le cooperative si sono trovate in una situazione di crisi, una crisi nel senso etimologico del termine, ossia di passaggio, transizione. E in questa fase di transizione l’aspetto che più chiaramente è emerso è la consapevolezza che alle cooperative è sempre di più richiesta la capacità di soddisfare non solo la dimensione sociale e mutualistica della propria attività, ma anche quella economica, dell’efficienza gestionale, della competitività e della concorrenzialità nel mercato. Se infatti nel passato molte realtà cooperative potevano far aggio

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