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Verso l'hyper-città. Nuove spazialità urbane nell'era della multimedialità

Informazioni tesi

  Autore: Luca Milan
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Rappresentazione e rilievo dell'architettura e dell'ambiente
Anno: 2003
Docente/Relatore: Livio Sacchi
Correlatore: MaurizioUnali
Istituito da: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
Dipartimento: Rappresentazione restauro e storia dell'architettu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

Lo sviluppo delle tecnologie informatiche sta rivoluzionando il nostro modo di percepire lo spazio e la realtà che ci circonda. In questo scritto cercherò di pre-figurare uno scenario nel quale la realtà del nostro quotidiano viene “arricchita” e potenziata grazie alla sovrapposizione delle informazioni digitali con l’ambiente fisico in cui viviamo; uno spazio inedito dove sia possibile accedere sia agli oggetti del mondo reale che agli oggetti-dato attraverso un’unica interfaccia corrispondente al nostro campo visivo.
Evidenzierò poi come, all’interno di un simile scenario, perda significato la contrapposizione tra Reale e Virtuale poiché entrambe le condizioni entrano a far
parte di un unico sistema di percezione. In questa inedita condizione di realtà ibridata dal mondo delle informazioni digitali, gli architetti dovranno reinventareil loro ruolo e, così come gli architetti del Rinascimento “inventarono” un nuovo modo di vedere
il reale attraverso la prospettiva, agli architetti contemporanei spetterà il compito di codificare una nuovarealtà basata sul tempo reale e sulle nuove coordinate
spazio temporali imposte dalla tecnologia. Per gli architetti contemporanei si apre quindi una nuova sfida ricca di suggestioni ma anche di difficoltà e di confusione. La tendenza contemporanea all’ipertestualizzazione dei documenti rende più sfumati
i confini tra lettura e scrittura, tra autore efruitore, trasformando chi esplora un ipertesto in autore, o meglio co-autore, del testo che legge: l’autore dal canto suo crea una matrice di testi potenziali collegando liberamente i differenti nodi. Ma questa tendenza vale anche per l’architettura? Possiamo immaginare di applicare le regole dell’ipertesto anche alle discipline architettoniche? Ha senso iniziare a parlare di Hyper-architettura e di Hyper-città? Possiamo immaginare una condizione in cui il fruitore di un’opera architettonica sia anche co-autore dell’opera stessa o almeno della sua rappresentazione?

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13 “È sempre più difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro” Niels Bohr-Fisico danese (1885-1962) Da qualche anno stiamo assistendo ad una radicale trasformazione nella nostra percezione dello spazio in generale e dello spazio urbano in particolare; e que- sta trasformazione è solo all’inizio. Nel prossimo futuro, grazie alla diffusione dei telefoni di terza gen- erazione (UMTS), dei sistemi GPS (Global Positioning System) e dei sistemi Wireless (telefoni, palmari o mini computer portatili collegati alla rete Internet da qualsiasi punto del pianeta) la nostra possibilità di percepire e ampliare la realtà in cui viviamo si dilaterà a dismisura. Dopo la Realta’ virtuale è giunto il momento di sperimentare il virtuale nel reale. Gli architetti, insieme a molte altre figure professio- nali, sono direttamente chiamati ad inventare, com- porre e gestire allestimenti per la tele-contiguità e la stereo-realta’ dello spazio fisico reale, ad immaginare queste nuovi luoghi di contatto fra virtuale e reale. La Premesse a lato LAB[au], EN3+4JEUx3 Installazione video e perform- ance teatrale. http://www.labau.com/enjeux/ sopra Maurice Benayoun Crossing Talks Installazione in C.A.V.E. ICC Biennale, Tokyo, 15 ottobre – 15 dicembre, 1999.

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