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Innovazione e Qualità negli enti locali

La presente ricerca testimonia la fase di mutamento normativo che sta attraversando il sistema ordinamentale degli enti locali. In tale contesto, l’elettronica e, in particolare, le reti telematiche, sono uno strumento di diffusione delle informazioni, di sperimentazione di forme di vendita di beni e servizi (commercio elettronico, servizi bancari e finanziari on line, consulenze a distanza etc…), ma anche di diffusione di democrazia.
In merito alla democrazia, il riferimento è alla c.d. e-democracy, la democrazia elettronica come altro aspetto dell’e-government.
Quando si parla di democrazia elettronica e del nuovo spazio di comunicazione offerto dalle reti telematiche, si fa riferimento soprattutto a quegli aspetti che tendono ad identificare democrazia computerizzata e democrazia diretta ed in particolare all’accesso alle informazioni politicamente rilevanti (archivi ipertestuali on line), all’offerta di luoghi di discussione pluralistica (conferenze elettroniche, news group), alla possibilità per tutti di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali (voto elettronico, sondaggi permanenti).
Lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ed in particolare del sistema della votazione elettronica, produce riflessi profondi in tutti i campi delle scienze. Tutto cambia: la scuola, l’università, la Pubblica Amministrazione. In altri termini, la Società nel suo insieme è investita da una vera e propria rivoluzione (digital revolution).
Il profondo mutamento che sta coinvolgendo, di giorno in giorno, il sistema delle autonomie locali derivante dalla legge costituzionale n° 3/2001, si è reso ancora più evidente a seguito dell’entrata in vigore della legge 05/06/2003 n° 131 c.d, legge La Loggia, con la quale, tra l’altro, è stata conferita la delega al Governo per l’emanazione del nuovo testo unico sull’ordinamento degli enti locali. La fase di transazione, ormai evidente a tutti gli operatori, emerge in modo netto anche in conseguenza del continuo confronto dialettico tra Stato e Regioni, resosi ancor più accentuato a seguito dell’abrogazione del regime dei controlli esterni. Si assiste, così, all’intervento dello Stato che impugna le leggi regionali innanzi alla Corte Costituzionale, e a quello delle Regioni associate, le quali impugnano innanzi alla Consulta stessa i provvedimenti normativi statali con le inevitabili conseguenze sotto il profilo applicativo, anche per ciò che concerne le pratiche amministrative pendenti tra normative vigenti e quelle disapplicate.
A ciò va aggiunta la crescita del sistema della separazione dei poteri tra indirizzo e gestione che trova ulteriori specificazioni applicative nel C.C.N.L. del personale non dirigenziale del comparto “ Regioni e Autonomie Locali “ per il quadriennio 2002/2005, la cui pre intesa è stata siglata il 16/10/2003. Non va trascurato, poi, l’ulteriore sviluppo normativo conseguente alle modifiche al D.lgs 267/2000 apportate dal D.L 30/09/2003 n° 269, sia per quanto concerne i servizi pubblici locali, sia per quanto attiene ai casi di scioglimento degli organi consiliari. Non meno rilevante è la problematica attinente al condono edilizio 2004, varato per effetto dell’art 32 del D.L 30/09/2003 n° 269, sia per quanto concerne i servizi pubblici locali sia per quanto attiene ai casi di scioglimento degli organi consiliari.
Di fronte a questa fase di cambiamenti si è in attesa del nuovo Testo Unico degli Enti Locali che, superando il D.lg. 267/2000, ridefinirà la disciplina normativa in linea con il nuovo sistema federalista, introdotto dalla legge costituzionale n° 3/2001, incrociandosi, nel contempo, con le ulteriori riforme costituzionali in esame da parte delle Camere. Si stanno ormai delineando i contorni di una svolta normativa ulteriore, rispetto a quella che si era prefigurata nei primi anni ‘ 90, a partire dalla L. 142/90 , per passare al D.lg. 29/93 e soprattutto alle leggi 59/97 e L 127/97. Tale svolta dovrebbe condurre verso una sempre più accentuata valorizzazione delle autonomie locali , sia pure con i relativi limiti a tutela dell’ordinamento nazionale. La presente ricerca è stata attivata attraverso una ricerca bibliografica e con una raccolta di materiale travato pubblicato in internet, da operatori del settore a livello regionale e nazionale e riportato fedelmente al fine di non modificare o deviare in alcun senso il materiale reperito. Gli obiettivi sono quelli di far conoscere più in generale le evoluzioni nella Pubblica amministrazione, proponendo agli operatori del settore una sintesi sulle principali innovazioni in atto.

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Prefazione La presente ricerca testimonia la fase di mutamento normativo che sta attraversando il sistema ordinamentale degli enti locali derivante dalla Legge 5 giugno 2003 n° 131, con la quale è stata conferita delega al Governo per l’emanazione del nuovo testo unico sull’ordinamento degli enti locali. Nella considerazione che all’atto della consegna del presente lavoro lo schema del nuovo testo unico non è ancora stato sottoposto all’esame e all’approvazione in prima lettura, da parte del Consiglio dei Ministri, è evidente che il 2005 costituisce un anno tra il D.lgs 267/2000 e il nuovo testo unico. In tale contesto, l’elettronica e, in particolare, le reti telematiche, sono uno strumento di diffusione delle informazioni, di sperimentazione di forme di vendita di beni e servizi (commercio elettronico, servizi bancari e finanziari on line, consulenze a distanza etc…), ma anche di diffusione di democrazia. 1 In merito alla democrazia, il riferimento è alla c.d. e-democracy, la democrazia elettronica come altro aspetto dell’e-government. Quando si parla di democrazia elettronica e del nuovo spazio di comunicazione offerto dalle reti telematiche, si fa riferimento soprattutto a quegli aspetti che tendono ad identificare democrazia computerizzata e democrazia diretta ed in particolare all’accesso alle informazioni politicamente rilevanti (archivi ipertestuali on line), all’offerta di luoghi di discussione pluralistica (conferenze elettroniche, news group), alla possibilità per tutti di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali (voto elettronico, sondaggi permanenti). Lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ed in particolare del sistema della votazione elettronica, produce riflessi profondi in tutti i campi delle scienze. Tutto cambia: la scuola, l’università, la Pubblica Amministrazione. In altri termini, la Società nel suo insieme è investita da una vera e propria rivoluzione (digital revolution). La trattazione che segue cerca di fare il punto sui meccanismi che stanno alla base dell’evoluzione negli enti locali e potrebbe divenire uno strumento di riferimento sia per amministratori e funzionari che per i membri dei nuclei di valutazione. In ogni caso potrebbe risultare utile ai professionisti d’ogni settore, in qualche modo legati alla realtà delle autonomie locali. Il profondo mutamento 2 che sta coinvolgendo, di giorno in giorno, il sistema delle autonomie locali derivante dalla legge costituzionale n° 3/2001, si è reso ancora più evidente a seguito dell’entrata in vigore della legge 05/06/2003 n° 131 c.d, legge La Loggia, con la quale, tra l’altro, è stata conferita la delega al Governo per l’emanazione del nuovo testo unico sull’ordinamento degli enti locali. La fase di transazione, ormai evidente a tutti gli operatori, emerge in modo netto anche in conseguenza del continuo confronto dialettico tra Stato e 1 Università di Pisa Facoltà di Scienze della Politica Direttore Prof Martino/Vincenzo Tedesco . 2 Guida Normativa per gli Enti locali - ICA editrice Il Sole 24 Ore. 3

Tesi di Master

Autore: Salvatore Luigi Peluso Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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