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Il mito della chimera nella sua rappresentazione artistica. Forme ed evoluzione di una creatura leggendaria dalle origini all'età contemporanea.

Confronto iconografico delle varie rappresentazioni in campo artistico del mito della chimera.

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III INTRODUZIONE Dalle credenze dello spirito umano da sempre sono affiorate creature dall’aspetto bizzarro, volte perlopiù a interpretare le divine volontà, oppure nate dalla fantasia degli scrittori cui le opere degli artisti, nelle loro variazioni, facevano da pendant. Riorganizzati nei vari secoli in vasti elenchi, tali esseri leggendari costituirono gran parte del repertorio religioso-culturale caratteristico di ciascun popolo che li aveva adottati. Il principale esempio di registro naturalistico è la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio al quale certamente dovette ispirarsi Claudio Eliano per la sua Natura degli animali. Appartenenti alla mitologia greco-romana erano animali fantastici quali Cerbero, ricordato spesso solo come cane a tre teste, ma nella Teogonia esiodea ne possedeva inizialmente addirittura cinquanta. Talvolta accompagnato da elementi anguiformi, poteva assumere esso stesso le sembianze di un cane tricefalo per metà drago. Ad Ares, il dio greco della guerra, conosciuto dai romani come Marte, erano sacri diversi animali tra cui il drago. Differente però dagli altri tipi di drago, quello di Ares non possedeva ad esempio le ali. Il drago comunemente aveva aspetto di serpente o di rettile o di pesce immane. La sua testa era aguzza e simile a quella di un cane, gatto o lupo furioso, le sue fauci spalancate, la lingua sporgente e la bocca ignivoma. Possedeva ali di pipistrello e unghiate, zampe di aquila o leone. Il corpo

Diploma di Laurea

Facoltà: Accademia di Belle Arti

Autore: Marcella Lazzara Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.