Skip to content

Il rischio elettrico in endoscopia

Informazioni tesi

  Autore: Michela D'antò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Francesco Gagliardi
Coautore: Ing. Paolo Bifulco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

L’utilizzo di apparecchiature elettromedicali di tipo endoscopico da un lato ha migliorato le tecniche diagnostiche e terapeutiche di molte patologie dall’altro hanno introdotto nuovi rischi. In ambito medico è luogo comune considerare le pratiche endoscopiche come degli “interventi” a “basso rischio” e ciò evidentemente è correlato alla semplicità delle indagini e degli interventi e alla “ridotta invasività” di tali pratiche. Ma dal punto di vista elettrico l’ “invasività” non è affatto ridotta: tali procedure richiedono l’introduzione di “conduttori elettrici” all’interno del corpo umano. E’ noto che il principale rischio correlato all’ “utilizzo” dell’elettricità nei locali ad uso medico è quello della fibrillazione ventricolare, più propriamente conosciuto come microshock. Si tratta di correnti che, seppur piccolissime, addensandosi sul cuore sono capaci di destabilizzarlo dal punto di vista elettrico e quindi alterarne la contrattilità da cui dipende l’azione di pompaggio del sangue. Solitamente il rischio di microshock è preso in considerazione nelle pratiche mediche che richiedono un’applicazione cardiaca diretta sul miocardio, quindi “totale”.
Scopo di questa tesi è valutare e cercare di quantificare il rischio di fibrillazione nel caso in cui le apparecchiature elettromedicali non vengano utilizzate direttamente sul cuore ma in regioni prossime o comunque in zone che possono risultare ben connesse ad esso dal punto di vista elettrico.
Per comprendere lo stato attuale delle tecnologie impiegate in endoscopia e delle specifiche problematiche di sicurezza elettrica è stata condotta una ricerca bibliografica sull’argomento, non tralasciando di evidenziare le principali tecniche endoscopiche oggi in uso, le apparecchiature biomediche impiegate e gli impianti elettrici dei locali preposti. Si è notato che le moderne apparecchiature endoscopiche contendono parti elettricamente conduttive percorse da corrente (ad es. videoendoscopio), a cui spesso si associano utensili e accessori (si pensi per esempio all’elettrobisturi utilizzato in endoscopia) comunemente usati all’interno del corpo umano che contribuiscono a creare percorsi preferenziali per la corrente elettrica, in zone anche limitrofe alla zona cardiaca e dei grossi vasi (ad es. esofago, stomaco, bronchi, etc.).
Si è analizzato in particolare il problema delle “parti applicate” in endoscopia studiando, facendo uso di opportune ipotesi semplificative, la distribuzione approssimativa della densità di corrente in funzione della distanza dal punto di applicazione. Lo scopo di tale studio è stato quello di identificare approssimativamente una “distanza minima di sicurezza” dal cuore per poter classificare le pratiche endoscopiche in base al possibile evento della fibrillazione, considerando le varie tipologie di parti applicate (norma CEI 62-5) e le correnti di dispersione ammesse in condizioni normali e di primo guasto. Per completare lo studio si è ovviamente considerato anche la tipologia dell’impianto elettrico delle sale per endoscopia prescritto dalla vigente normativa (CEI 64-8 sez 710). Allo stato attuale molte pratiche endoscopiche vengono considerate relativamente “innocue” dal punto di vista della sicurezza elettrica e pertanto eseguite in locali che dal punto di vista impiantistico non prescrivono le caratteristiche più stringenti. D’altra parte la stessa normativa, non considerando esplicitamente la possibilità di applicazione cardiaca parziale, prevede provvedimenti impiantistici che possono risultare non particolarmente né adeguatamente cautelativi per particolari pratiche endoscopiche.
Da questo studio preliminare emerge che l’utilizzo del trasformatore di isolamento (oltre al nodo equipotenziale) nell’impianto elettrico della sala adibita a pratiche endoscopiche congiuntamente all’utilizzo di parti applicate delle apparecchiature endoscopiche che garantiscano le minime correnti di dispersione riducono considerevolmente i potenziali rischi fibrillazione ventricolare ad altre pericolose aritmie cardiache. Dallo studio delle pratiche endoscopiche, ma, più in generale, anche di quelle laparoscopiche e di chirurgia miniinvasiva emerge l’utilità di approfondire lo studio dei pericoli elettrici (anche quelli di ustioni interne), dipendenti dalle tipologie dei vari strumentari, dei distretti anatomici interessati e delle loro peculiarità elettriche (differenti proprietà elettriche dei vari tessuti) e della relativa prossimità alla zona cardiaca.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione INTRODUZIONE Le moderne tecniche di diagnostica e chirurgia tendono a minimizzare l’invasività ed i disagi per il paziente massimizzando contestualmente il successo terapeutico. Un chiaro esempio è rappresentato dall’endoscopia, tecnica diagnostica e terapeutica importantissima, che permette sia di avere una visione diretta di tessuti da esplorare sia di eseguire, con appositi strumentari, opportuni interventi chirurgici. Il successo delle pratiche endoscopiche è innegabilmente da attribuirsi allo sviluppo di tecnologie sempre più spinte che, seppur riducendo l’invasività, richiedono in moltissimi casi l’introduzione di “conduttori elettrici” all’“interno” del corpo del paziente. E’ noto, tuttavia, che l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali sempre a più “stretto contatto” con il paziente rende i locali ad uso medico degli ambienti del tutto peculiari dal punto di vista dell’elettrificazione. E’ anche facilmente intuibile come il grado di pericolosità sia correlato alla specificità della pratica medica: una semplice indagine ecografica espone il paziente a rischi di gran lunga inferiori rispetto a esami di elettrofisiologia cardiaca, dove il cuore è “messo in collegamento elettrico con l’esterno” e pertanto può diventare parte di circuiti elettrici dove il passaggio di una corrente, seppur ridottissima, può indurre fibrillazione ventricolare. E’ proprio l’insorgenza del rischio di fibrillazione ventricolare, associato alla tipicità della pratica medica, che comporta l’adozione di particolari precauzioni dal punto di vista impiantistico e l’impiego di adeguate apparecchiature elettromedicali. Scopo di questa tesi è valutare tale rischio nel caso di interventi diagnostici e/o terapeutici di tipo endoscopico e cercare di quantificarne l’entità tramite la realizzazione di modelli circuitali. Si analizza dunque il problema nel caso in cui le apparecchiature elettromedicali vengano utilizzate non “direttamente” sul cuore ma in regioni prossimali o comunque in zone che possano risultare particolarmente ben connesse ad esso dal punto di vista elettrico. L’analisi è stata condotta facendo continuo riferimento alla normativa nazionale e internazionale sia in materia di impianti che di apparecchiature elettromedicali: non si può, infatti prescindere dal rispetto delle norme se si vuole garantire il raggiungimento di un livello di sicurezza “minimo” per il paziente. L’aggettivo minimo in questo contesto è significativo di un atteggiamento costruttivamente critico nei confronti della norma che nasce proprio da considerazioni che sono alla base di questo lavoro. Tuttavia, dal punto di vista giuridico, il rispetto delle norme emanate dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) è condizione sufficiente ma non necessaria per ritenere soddisfatta “la 3

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

correnti di dispersione
endoscopia
endoscopio
impianto elettrico locali ad uso medico
microshock
parti applicate
rischio elettrico

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi