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L'Immagine dell'Italia nella poesia ungherese del primo Novecento

L'Italia di Babits Mihalyi, la Venezia di Kosztolanyi, la città eterna di Ady Endre, la torre di san Marino di Antal Szerb.

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1 Introduzione Scopo della trattazione è illustrare e riflettere sul “sentimento d’amore” per l’Italia espresso nelle opere letterarie di vari scrittori magiari del primo Novecento, e in particolare nelle poesie di Mihály Babits. Fonte primaria per la conduzione della ricerca è stata, naturalmente, l’opera del celebre autore ungherese. Nel 1904 il poeta scrive la lirica Recanati, nella quale l’emistichio szép Itáliám [bella Italia mia] testimonia di uno stato d’animo ambiguo: il poeta è alla ricerca delle sue radici e in modo nostalgico rievoca la sua terra lontana, attraverso l’immagine di una città che non ha mai visto. Babits, infatti, compone la poesia prima del viaggio in Italia compiuto nel 1908, un particolare importante che consente di approfondire la qualità dell’affetto che il poeta e gli altri suoi compagni riservano al “Bel paese”. Un affetto in certo senso misterioso, che cela qualcosa oltre il sentito sentimento, come sveleranno taluni sottili particolari rilevabili dalla cronologia delle poesie dedicate all’Italia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luigia Guida Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1020 click dal 19/02/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.