Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Urbanistica e qualità della vita

Questo lavoro, è strutturato in cinque capitoli:
Nel primo, di carattere introduttivo, sarà trattata un’analisi della nascita e dell’evoluzione della sociologia urbana e di come questo seme arrivato in Italia d’oltreoceano, si sia trasformato in un albero estremamente rigoglioso e fitto di intrecci con altre specie arboree (altri campi di studio come ad esempio la geografia, l’architettura, l’ingegneria, l’ecologia e l’urbanistica).
Nel secondo capitolo si farà un’analisi storica fino ad arrivare al dibattito odierno, riguardante il tema della qualità della vita nell’occidente, inteso in senso sociologico e non: individueremo quali sono le mutazioni sociali che, oggigiorno, minacciano la qualità della vita urbana e pongono seri interrogativi, sull’opportunità di rivedere alcuni aspetti del nostro modello di sviluppo.
Nel terzo capitolo si definiranno i termini del problema urbano odierno, partendo dal presupposto che nel suo insieme ogni aggregazione urbana, arriva a formare una figura simbolica complessiva nella quale si riconosce e viene a sua volta riconosciuta e di come l’avvento della telematica stia cambiando la forma delle città.
Nel quarto capitolo si esaminerà in dettaglio il concetto di sostenibilità urbana e di come esso sia inevitabilmente connesso alla qualità sociale di vita nelle città.
Nel quinto ed ultimo capitolo infine, prendendo atto dei processi di decentramento produttivo che stanno avvenendo in tutte le metropoli dei paesi sviluppati, si delineeranno le idee guida al fine di riuscire a pilotare questo decentramento ed ottenere un riequilibrio dell’effetto urbano e della vivibilità nelle aree urbane.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Sin dall’inizio della sua storia, la razza umana ha sempre reso manifesta la sua natura sociale. Il riunirsi, il vivere raggruppati, è sempre stata una fonte di vantaggi reciproci. A cominciare dagli insediamenti preistorici, gli agglomerati umani si sono evoluti nel corso dei millenni. Le prime vere città delle epoche antiche sembrano un nulla rispetto alle odierne e moderne metropoli e megalopoli, in cui milioni di individui vivono, lavorano e muoiono. Esse, nate e nutrite dalla produzione di plusprodotto, ossia di quanto eccedeva lo stretto consumo per la sopravviveza, hanno sempre esercitato un importante ruolo nella storia. Le città infatti, non sono solo state sfruttatrici, e parassitarie rispetto al lavoro agricolo e artigiano imponendo forti divisioni sociali e tecniche di lavoro classiste, ma si sono anche proposte come elemento dinamico, centri di ricerca ed innovazione che ridistribuivano all’area circostante. D’altra parte, poiché l’uomo, come tutti gli esseri viventi su questo pianeta, ha bisogno di risorse, alimentari e non, per sopravvivere, i conglomerati urbani, hanno avuto sempre un loro impatto sull’ambiente naturale che le circondava. Dapprima questo impatto sulla natura era relativamente lieve, ma ciò è cambiato di pari passo con l’evoluzione della nostra razza. All’inizio di questo ventunesimo secolo, il problema del degrado e dello sfruttamento ambientale si sta rivelando come uno dei più gravi ed importanti dell’attuale epoca. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Paolo Francesco Bavaro Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5289 click dal 19/02/2007.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.