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Per una democrazia radicale: da metodo a ideale normativo

La mia ricerca parte da una messa in discussione delle attuali forme di governo democratico occidentali e dall'analisi delle tradizioni di pensiero politico su cui queste si fondano, allo scopo di delinearne i difetti e le inadeguatezze, e di riscoprire poi, avvalendomi in particolare delle nozioni elaborate da Cornelius Castoriadis, il senso nuovo ed il valore normativo che può avere oggi il vivere in democrazia.

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2 Premessa Questo lavoro nasce da un senso d’insoddisfazione personale e di crescente disagio nei confronti dell’attuale situazione socio-politica, a livello tanto nazionale quanto internazionale. L’inadeguatezza mostrata dalle istituzioni politiche nell’affrontare i problemi e le istanze provenienti dalla società; l’intollerabile arbitrio con cui i governi occidentali, aderendo alla statunitense “guerra preventiva al terrorismo”, hanno portato avanti negli ultimi anni azioni illegittime ignorando di fatto, in più occasioni, l’opinione pubblica internazionale e violando le disposizioni dell’ONU; il diffondersi di atteggiamenti razzisti e, in generale, di chiusura nei confronti degli altri a causa dell’allarmismo e della paura che i governi promuovono e sfruttano a proprio vantaggio; le incredibili censure di cui è stata vittima l’informazione italiana durante l’ultimo governo ed il conseguente insabbiamento di ogni dissenso scomodo, che hanno visibilmente ridotto la capacità critica e, forse, lo stesso senso della realtà nella maggioranza della popolazione: tutto questo e molto altro ancora mi ha indotto ad interrogarmi sulla natura e sul significato del ‘vivere in democrazia’. Partendo dalla distinzione fra metodo democratico e democrazia come ideale normativo, ho analizzato le procedure cardinali su cui si basa il funzionamento dei governi contemporanei e da cui dovrebbero derivare le garanzie di libertà, uguaglianza e massimo benessere per la maggioranza dei cittadini. Una volta accertata la vacuità di tali procedure, non sorrette né permeate da un comune senso di fondo, ho esaminato le varie accezioni della nozione di democrazia, più specificatamente le tradizionali significazioni ad essa attribuite dal pensiero liberale e da quello repubblicano. In particolare ho approfondito le considerazioni di Philip Pettit e Jürgen Habermas, i quali, partendo entrambi da un’ideale continuità con la tradizione repubblicana, giungono poi a formulare interessanti ed originali ipotesi, molto diverse fra loro. La parte centrale del mio elaborato è invece interamente dedicata a Cornelius Castoriadis e alle sue teorie radicalmente innovative rispetto all’intera tradizione occidentale di pensiero. Ciò che più mi ha colpito di quest’autore è il singolare approccio con cui affronta le spinose tematiche della Storia, del sociale, e, soprattutto, del progetto politico di autonomia individuale e collettiva, vale a dire la democrazia; approccio singolare dovuto alle numerose prospettive che confluiscono e si integrano nell’esperienza personale del pensatore greco: egli fu, infatti, militante rivoluzionario e attivista politico, economista, psicanalista, studioso di diritto, di filosofia e di problemi linguistico-sociologici. Ciò che animò i suoi studi, però, fu sempre l’interesse e il desiderio di un’umanità realmente libera, ossia consapevole e

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Vargiu Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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