Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La tutela del cliente dopo i recenti scandali finanziari

L'argomento viene osservato sotto tre aspetti:un primo aspetto delinea il profilo, per così dire, psicologico del risparmiatore: le linee guida che lo portano a prendere le varie decisioni in campo finanziario senza però entrare nello specifico poiché l’area in questione è molto complessa e intrigata, inoltre è opportuno puntualizzare che spesso le decisioni dei risparmiatori sono condizionate dai consigli offerti dagli intermediari in base al rapporto di fiducia presente fra i soggetti; soffermeremo così l’attenzione sul modo in cui la fiducia “bendata” dei risparmiatori è stata messa a nudo; un secondo aspetto focalizza gli argomenti presi in esame nei tribunali e le decisioni finali delle sentenze. Ci soffermeremo sul quadro giuridico riportando i punti “chiave” delle sentenze dei giudici che lo hanno analizzato; infine l'ultimo aspetto, infine, si concentra sulla legge n. 262 del 28 dicembre 2005 intitolata “Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari” della quale vengono esaminate le disposizioni in materia di circolazione di strumenti finanziari con le varie critiche mosse dagli studiosi a riguardo.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Il “risparmio tradito” è un argomento che negli ultimi tempi ha suscitato l’interesse della giurisprudenza e della dottrina in quanto oggetto di numerose sentenze penali e civili svoltesi in un arco temporale molto ridotto. A partire dalla primavera del 2004, esattamente il 18 marzo, iniziarono ad affiorare domande di annullamento, nullità dei contratti finanziari da parte di un elevato numero di risparmiatori che, a seguito degli scandali finanziari di imprese come Parmalat e Cirio e dell’elevate perdite registrate in borsa su numerosi strumenti finanziari, accusavano gli intermediari di aver sollecitato l’investimento in strumenti notevolmente complicati e non adeguati al proprio profilo di rischio o, in alcuni casi più critici ma anche più frequenti, di aver omesso di comunicare delle informazioni al cliente per negligenza o superficialità nella valutazione o per soddisfare propri obiettivi (conflitto di interessi). La questione ha riguardato tutta la penisola e i giudici si sono trovati ad emanare sentenze senza disporre di un percorso da seguire in quanto in precedenza i casi sull’argomento in questione risultavano essere molto esigui e isolati. Le sentenze, nella maggior parte dei casi, hanno accolto le domande dei risparmiatori e condannato l’intermediario ricorrendo all’argomento della nullità virtuale del contratto oppure accertandone la responsabilità per inadempimento contrattuale. Tuttavia si sono sviluppate anche sentenze in cui le domande dell’attore sono state rigettate e il “risparmio tradito” è risultato essere soltanto un pretesto di fronte al comportamento, risultato coretto, da parte degli intermediari. In ogni caso la vicenda negoziale del piccolo risparmiatore che acquista obbligazioni, mediante l’intermediazione della propria banca non esaurisce

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Decorato Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2102 click dal 21/02/2007.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.