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Lo ius corrigendi in una recente sentenza della Corte Suprema Canadese

La tesi, di stampo prettamente giurisprudenziale, analizza una sentenza del gennaio 2005 della Corte Suprema Canadese che si pronuncia in veste di giudice delle leggi sul tema dello ius corrigendi e si interroga sulla rispondenza di tale pratica ai principi fondamentali dell'ordinammento canadese, come il divieto dell'uso della violenza e dell'uso di punizioni crudeli, nonchè la congruità di tale istituto con gli impegni internazionali assunti dal Canada in tema di tutela del fanciullo.
La sentenza estrapola da due precedenti casi giurisprudenziali del 1984 i criteri cardine che devono essere utilizzati nel giudizo in tema di ius corrigendi che, differentemente dall'Italia, è concepito come una scriminte: mentre infatti nel nostro paese è punito l'eccesso nell'uso della forza a scopi educativo sui minori, in Canada i genitori e gli insegnanti che la utilizzano possono usufruire di una causa di giustificazione, sempre che la condotta posta in essere dall'agente risponda a determinati criteri.
Attraverso l'analisi di alcune sentenze, sia italiane che canadesi, precedenti e successive alla sentenza della Corte Suprema analizzata e il confronto tra i criteri da questa estrapolati in tema di ius corrigendi e quelli utilizzati dagli altri organi giudicanti, è stato possibile comparare la concezione di potere correzionale vigente in Canada e in Italia.

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CAPITOLO I Sentenza “Canadian Foundation for Children, Youth and the Law” v. Attorney General in Right of Canada, Supreme Court of Canada January 30 th 2004. 1. UN PROFILO GENERALE Con l’appello proposto dalla Canadian Foundation for Children, Youth and the Law 1 ( e deciso con sentenza 1.S.C.R.76 January 30 th 2004) è stata posta all’attenzione della Corte Suprema canadese un problema che è di grande attualità nel secolo del riconoscimento ufficiale dei diritti dei fanciulli, durante il quale sono fiorite decine di dichiarazione, carte ecc. sottoscritte affinché bambini potessero essere protetti e potessero vivere un’esistenza migliore, perché pone, dal punto di vista giuridico, l’importante questione della legittimità delle punizioni corporali nei confronti dei bambini a scopi educativi creando in questo modo una disciplina qualitativamente diversa rispetto a quella prevista per gli adulti, allo scopo di assicurare loro una tutela più penetrante, necessaria a causa, o grazie, alla loro condizione sostanziale nella società, con la particolarità che questa tutela implica, nella fattispecie sottoposta all’esame della Corte, l’uso di forza fisica sui fanciulli, sebbene con lo scopo di dare loro un’educazione. La controversia è incentrata sulla seguente disposizione del Criminal Code, la Section 43, che dispone quanto segue: “ Every schoolteacher, parent or person standing in the place of a parent is justified in using force by way of correction toward a 1 In seguito indicata come “Foundation” 1

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Valentina Repice Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1323 click dal 22/02/2007.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.