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La tutela della professionalità del lavoratore

Nell’ambito delle mansioni pattuite al momento dell’assunzione il datore di lavoro sceglie, di volta in volta, mediante l’esercizio del potere direttivo, quali far svolgere in concreto al lavoratore. Può accadere che, durante il rapporto, il lavoratore sia promosso ad una qualifica superiore a quella d’assunzione: in questo caso la scelta del datore di lavoro deve avvenire nell’ambito delle mansioni comprese nella nuova qualifica; e comunque, qualora si tratti di promozione definitiva è necessario il consenso del dipendente. La legge, peraltro, consente l’adibizione del lavoratore a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, ma mai potrà essere assegnato a posizioni inferiori, fenomeno questo che viene individuato con il nome di dequalificazione. Si tratta ora di vedere se ed a quali condizioni le mansioni originariamente convenute possano essere successivamente modificate.

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3 1. IL MUTAMENTO DELLE MANSIONI DEL LAVORATORE E I LIMITI AL POTERE DATORIALE. LO SVILUPPO FUNZIONALE DELL’IMPRESA Nell’ambito delle mansioni pattuite al momento dell’assunzione il datore di lavoro sceglie, di volta in volta, mediante l’esercizio del potere direttivo, quali far svolgere in concreto al lavoratore. Può accadere che, durante il rapporto, il lavoratore sia promosso ad una qualifica superiore a quella d’assunzione: in questo caso la scelta del datore di lavoro deve avvenire nell’ambito delle mansioni comprese nella nuova qualifica; e comunque, qualora si tratti di promozione definitiva è necessario il consenso del dipendente. La legge, peraltro, consente l’adibizione del lavoratore a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, ma mai potrà essere assegnato a posizioni inferiori, fenomeno questo che viene individuato con il nome di dequalificazione. Si tratta ora di vedere se ed a quali condizioni le mansioni originariamente convenute possano essere successivamente modificate. L’art. 2103 c.c. recita: il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta e l’assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia luogo per sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marianna De Paoli Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.