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Identità culturale e fondazione dei diritti

Quale tipo di riconoscimento può essere conferito sotto il profilo giuridico all'identità culturale dei soggetti? Un interrogativo, questo, al quale è divenuto urgente rispondere dal momento che,sempre più spesso,all'interno di società multiculturali gli immigrati danno vita ad organizzazioni che rivendicano forme di trattamento differenziato giustificate dalla loro specificità etnico-culturale.Il conferimento in capo alle comunità di minoranza di speciali diritti culturali tuttavia, sarebbe di fatto una deroga al principio di ugualianza legale dei cittadini.Il soggetto di diritto è infatti,secondo la tradizione giuridica moderna tipica dell'occidente,l'individuo spoglio di ogni connotazione personale e sradicato da qualsiasi contesto particolare.Questa rappresentazione viene però messa in discussione dai filosofi comunitari e nello specifico da Charles Taylor il quale afferma che l'identità del soggetto è fortemente plasmata dalla cultura d'appartenenza e da ciò fa derivare la legittimità dei diritti culturali.Su posizioni opposte si assesta invece il filosofo d'ispirazione liberale Habermas il quale afferma la priorità dell'individuo sulla comunità di appartenenza, difende la neutralità etica dello stato e il proceduralismo e indica come strada migliore per l'integrazione un accordo che riguardi solo i principi costituzionali visto che nelle società multiculturali, dato il pluralismo dei valori e degli interessi non è possibile trovare un accordo sulle concezioni del bene.

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2 INTRODUZIONE Comunemente, in epoca moderna, è il singolo individuo ad essere considerato il destinatario di situazioni giuridiche attive e passive, ad essere cioè ritenuto titolare di diritti e di obblighi. Non così era in passato; le idee di soggetto di diritto e di diritto soggettivo sono infatti figlie del pensiero giusnaturalistico e illuministico mentre sono del tutto estranee alle società precedenti. A titolo esemplificativo, si prenda in considerazione l’istituto della familia quiritaria in vigore in epoca romana. La titolarità dei diritti in quel sistema era strettamente connessa alla posizione ricoperta dal soggetto in seno alla familia: diversa era quindi, ad esempio, la condizione giuridica del pater familiae da quella del filius familiae. Questa configurazione, che tiene in conto di un aspetto contingente, come appunto quello della posizione occupata all’interno della famiglia, è assai distante da quella attuale:

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simona Mollica Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.