Skip to content

L'attuazione del federalismo fiscale: il contributo della Corte Costituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Marcello Romantini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Salvatore Cimini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

IL FEDERALISMO FISCALE NEL NUOVO ART. 119 COST.


Premessa.

La riforma del Titolo V della Costituzione, operata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, ha introdotto significative novità nei rapporti tra Stato centrale e soggetti periferici. La riforma rappresenta, come noto, la tappa conclusiva di un percorso di riforme ordinamentali e costituzionali, che si pongono come obiettivo quello di ridefinire il quadro complessivo dei rapporti tra Stato ed Enti territoriali autonomi, tanto sul fronte delle regole istituzionali, quanto sul piano delle regole e degli strumenti finanziari.
In tale scenario risultano vivaci sia il dibattito che l’interesse per il tema del federalismo fiscale. Infatti, sin dalla entrata in vigore della riforma, i più attenti studiosi e conoscitori della materia hanno tentato di prefigurare possibili scenari del nuovo “volto” che dovrebbe assumere il sistema della finanza regionale e locale e, più in generale, l’intero sistema della finanza pubblica.
La Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, nel riformulare il testo dell’art. 119 della Costituzione, ha introdotto numerose novità nell’assetto dell’autonomia e del finanziamento delle Regioni e degli Enti locali. Rispetto alla formulazione originaria dell’articolo 119, si segnalano le seguenti innovazioni:
• attribuzione formale dell’autonomia finanziaria non solo alle Regioni, ma anche a Comuni, Province e Città metropolitane, ponendo i suddetti Enti sullo stesso piano delle Regioni ;
• precisazione dell’autonomia finanziaria degli Enti territoriali autonomi con riguardo sia al versante delle entrate sia a quello delle spese ;
• attribuzione di tributi ed entrate proprie, che si precisa essere “stabiliti ed applicati in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario” ;
• attribuzione di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio ;
• introduzione di un fondo perequativo senza vincoli di destinazione ancorato alla capacità fiscale per abitante;
• previsione di risorse aggiuntive e interventi speciali dello Stato in favore di determinati Enti territoriali per finalità definite e comunque ulteriori rispetto al normale esercizio delle funzioni .
Diverse possono essere le chiavi di lettura dei profili innovativi appena elencati.


3.2. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.

Il primo comma dell’articolo 119 così come riformato dalla legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, sancisce il principio dell’autonomia finanziaria di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni e costituisce certamente il punto centrale di tutta la riforma, per quanto riguarda l’attuazione del federalismo fiscale.
Tuttavia tale autonomia finanziaria assume contenuto concreto solo se viene interpretata in funzione e come espressione del più generale principio di autonomia fissato dall’art. 5 della Costituzione.
Infatti, se con l’articolo 114 si è provveduto a mettere sullo stesso piano i vari elementi di cui si compone la Repubblica affermando che “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane dalle Regioni e dallo Stato” e con l’articolo 118 si è stabilito che “Le funzioni amministrative sono stabilite ai Comuni salvo che, per assicurare l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di solidarietà, differenziazione e adeguatezza” doveva essere ancora disciplinato l’aspetto del finanziamento del nuovo sistema costituzionale.
Bisogna allora cercare di riempire di significato l’espressione utilizzata dal costituente intendendo che con essa si sia voluto:
• garantire i Comuni, le province, le Città metropolitane e le Regioni dall’ingerenza dello Stato in campo finanziario, e cioè renderli autonomi di g

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Nella legislazione e nella cultura politica italiana, non è mai mancata la consapevolezza e la necessità di accompagnare l’evoluzione della forma dello Stato e dell’architettura del sistema amministrativo verso il modello federale con una parallela e coerente riforma della finanza regionale e locale, ispirata ai principi del federalismo fiscale: responsabilità finanziaria degli enti territoriali, autonomia nella provvista delle risorse, sufficienza delle risorse rispetto ai compiti attribuiti, autonomia e responsabilità di spesa, perequazione e solidarietà 1 . Così, in un decennio di riforme (1990-2001), le Regioni e gli Enti locali italiani sono stati protagonisti o oggetto di innovazioni incisive, che hanno trasformato non solo l’organizzazione (principalmente con l’elezione diretta dei presidenti e dei sindaci), le competenze e le responsabilità amministrative e di governo (con la legge 59/97 e i suoi decreti legislativi di attuazione), e infine la cornice istituzionale e i poteri legislativi (con la riforma del Titolo V), ma che hanno riscritto anche i principi del sistema finanziario e locale: l’attuazione del c.d. federalismo amministrativo è stata accompagnata dall’approvazione del D.Lgs. 56/2000; e, nell’ambito del nuovo Titolo V, l’art. 119 della Costituzione ha ridefinito i principi costituzionali del sistema tributario e finanziario in coerenza con il modello del federalismo fiscale. Ma il decreto 56 ha avuto applicazione solo parziale; e l’art. 119 è rimasto finora sulla carta. Le leggi Bassanini (e i collegati decreti attuativi) hanno avviato un significativo processo di decentramento delle competenze pubbliche dallo 1 I principi di perequazione e solidarietà, in verità ritrovabili in misura variabile in ogni esperienza federale, sono tra i connotati più rilevanti della variante adottata in Italia, in quanto ispirata ai modelli del c.d. federalismo cooperativo.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi