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Forma dialogica e dialettica nel Fedro

La mia attenzione, nel voler dare conto dell'esperienza di pensiero che costituisce l'intreccio del dialogo (il Fedro), si è rivolta alla dialettica intesa come metodo del discorso espresso nella forma dialogica che più di tutte riesce a restituire la situazione (quella del dialogo) in cui si apre la via la verità stessa, tramite la domanda a cui è ricondotto lo stesso metodo della filosofia, come tensione verso il sapere.

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1 Introduzione Confrontarsi con l’esperienza della “lettura” del Fedro di Platone significa, a mio avviso, trovarsi attratti in un intreccio di temi e motivi, dei quali è difficile rendere conto ‘ordinatamente’. Ciò che ci spinge ad affrontare l’analisi di un testo complesso quale è il Fedro di Platone, è la possibilità di cogliervi una certa forma, o forse la forma per eccellenza, quella propria della filosofia, con cui il logos manifesta la sua natura di movimento che porta alla luce ciò che è pensato: la dialettica di domanda e risposta, costitutiva del dialogo. Domanda e risposta articolano il discorrere dell’anima con se stessa, prima ancora della rappresentazione di questo interno discorso nella sua articolazione a una o più voci. Pensiamo, allora, che il dialogo possa essere assunto come una sorta di esempio e di paradigma del movimento che conduce il filosofo ad una graduale conoscenza di sé, movimento che procede attraverso il logos, dentro l’anima, “comprendendo ciò che viene chiamata idea, procedendo da una molteplicità di sensazioni ad una unità colta con il pensiero”(Fedro 249C) 1 . Il logos, espressione della dùnamis dell’essere, è dialettico. L’intera compagine dell’essere, infatti, si riflette nell’articolazione del logos. 1 Platone, Fedro, traduzione di P. Pucci, a cura di B. Centrone, Laterza, Roma-Bari 2002, p. 53.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pietro Camarda Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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