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Il ruolo della politica monetaria nel G3

Informazioni tesi

  Autore: Azzurra Simoncini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Andrea Iovane
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

L’obiettivo di questo lavoro è fornire un’adeguata e chiara presentazione del ruolo che la politica monetaria ricopre in ambito europeo ed internazionale; in particolare ci si soffermerà sulla conduzione della politica monetaria da parte delle banche centrali appartenenti al G3 (un nuovo gruppo Usa - Eurolandia - Giappone). Il modo in cui la politica monetaria influenza l’economia può essere riassunto come segue. La banca centrale ha competenza esclusiva per emettere banconote e fornire riserve bancarie; detiene cioè una posizione di monopolio nell’offerta di base monetaria che le consente di influenzare le condizioni del mercato monetario e controllare i tassi di interesse a breve termine. Nel breve periodo una variazione dei tassi di interesse del mercato monetario indotta dalla banca centrale, attiva una serie di meccanismi e di reazioni degli operatori che si ripercuoteranno, in ultima analisi, sugli andamenti di variabili economiche come il prodotto o i prezzi. Determinare con precisione il meccanismo di trasmissione della politica monetaria è complicato dal fatto che, nella pratica, gli andamenti economici risentono costantemente di shock provenienti da molteplici fonti. La politica monetaria pertanto oltre a seguire attentamente il dispiegarsi dei propri effetti, deve tener conto di tutte le circostanze rilevanti per l’andamento futuro dei prezzi, in modo da evitare che queste abbiano ripercussioni indesiderate sulle tendenze e sulle aspettative di inflazione a più lungo termine.Con l’emergere di segnali di aumento dei rischi per la stabilità dei prezzi, le banche centrali hanno intrapreso azioni per ridurre il grado di stimolo monetario. La Federal Reserve ha continuato a innalzare gradualmente il tasso ufficiale, la BCE ha iniziato ad aumentare il tasso ufficiale alla fine del dicembre 2005, la Bank of Japan, ha annunciato di voler procedere ad un graduale rialzo dei tassi di interesse attraverso il progressivo drenaggio dell’eccesso di liquidità esistente. Negli anni recenti gli squilibri tra le principali aree economiche si sono ampliati. Il proseguimento però di queste tendenze non è sostenibile; l’aggiustamento può avvenire sia attraverso l’azione della politica economica, sia per l’effetto delle forze di mercato. Il modo in cui l’aggiustamento si svolgerà inciderà sullo sviluppo dell’economia mondiale nei prossimi anni.

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Introduzione L’obiettivo di questo lavoro è fornire un’adeguata e chiara presentazione del ruolo che la politica monetaria ricopre in ambito europeo ed internazionale; in particolare ci si soffermerà sulla conduzione della politica monetaria da parte delle banche centrali appartenenti al G3 (un nuovo gruppo Usa - Eurolandia - Giappone). Il modo in cui la politica monetaria influenza l’economia può essere riassunto come segue. La banca centrale ha competenza esclusiva per emettere banconote e fornire riserve bancarie; detiene cioè una posizione di monopolio nell’offerta di base monetaria che le consente di influenzare le condizioni del mercato monetario e controllare i tassi di interesse a breve termine. Nel breve periodo una variazione dei tassi di interesse del mercato monetario indotta dalla banca centrale, attiva una serie di meccanismi e di reazioni degli operatori che si ripercuoteranno, in ultima analisi, sugli andamenti di variabili economiche come il prodotto o i prezzi. Noto anche come “meccanismo di trasmissione della politica monetaria”, questo processo ha natura complessa e, sebbene sia compreso nelle sue linee essenziali, non vi è un’interpretazione univoca e incontrastata di tutti i suoi aspetti. Per contro, gli economisti ritengono che nel lungo periodo, ossia dopo la piena attuazione di tutti gli adeguamenti nell’economia, una variazione della quantità di moneta fornita dalla banca centrale – a parità di altre condizioni – si rifletta esclusivamente sul livello complessivo dei prezzi e non determini modifiche permanenti di variabili reali quali il prodotto o la disoccupazione. Questo principio generale noto come “neutralità della moneta” soggiace a tutte le teorie macroeconomiche e ai modelli teorici più diffusi. Nel lungo periodo dunque, la banca centrale non può influire sulla crescita economica modificando l’offerta di moneta, a ciò si ricollega l’assunto che l’inflazione è un fenomeno puramente monetario. Sul più lungo periodo, quindi, i processi inflazionistici sono innescati da un aumento sostenuto dell’offerta di moneta equivalente ad un indirizzo monetario fortemente espansivo. In un’ottica a più lungo termine sono allora le decisioni di politica monetaria a determinare se l’inflazione viene mantenuta bassa o lasciata libera di aumentare. In altre parole, una banca centrale che controlli l’offerta di moneta e il tasso di interesse a breve termine è in grado di controllare il tasso di inflazione in orizzonti temporali più lunghi. Se la banca mantiene i tassi a breve termine su livelli troppo bassi e nel contempo accresce l’offerta di moneta, 3

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Parole chiave

appiattimento della curva dei tassi
asimmetria degli shock
canali di trasmissione
confronto tra i tassi negli usa e nell'ue
critiche alla stratagia della bce
la liquidità nell'area dell'euro
liquidità globale
orientamento boj
politica monetaria
squilibri internazionali
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