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Il congresso del Popolo Europeo sulle pagine di Europa Federata

Molti uomini, nel corso della loro vita, si scontrano con fatti, problemi, situazioni che li spingono a denunciare gli scandali della guerra, dell’oppressione, dell’ingiustizia.
Ma pochi diventano militanti politici, si spingono cioè al di là della rivolta morale o della semplice testimonianza solidale per porsi l’obiettivo di sradicare le radici di quegli scandali. Porsi questo obiettivo implica l’esercizio di una fredda razionalità, ossia la lucida consapevolezza che il fine proclamato rimane un sussurro senza l’identificazione dei mezzi per raggiungerlo.
Ma diventare militante federalista implica anche una sorta di “conversione”, di ripudio di un’ottica, l’ottica della politica e della cultura nazionali, che, se mantenuta, non permette di fare diagnosi corrette e, di conseguenza, di perseguire con successo la progressiva affermazione del federalismo.
Nella mia tesi, ho cercato di mettere in evidenza l’importanza che ha rappresentato,almeno a livello teorico, lo strumento del Congresso del Popolo Europeo.
In primo luogo,ho parlato dei movimenti a livello europeo che hanno ispirato l’azione per il CPE e,nello specifico,del MFE e dell’UEF nel periodo che va dal secondo dopoguerra fino alla caduta della CED nel 1954, senza contare anche altri movimenti che sono stati altrettanto importanti. Poi ho fatto un’analisi “tecnica” del Congresso per arrivare successivamente, nel finale, a discutere della sua prima sessione.
Per svolgere questo lavoro mi sono basato, in gran parte, sugli articoli pubblicati sulla rivista del Movimento Federalista Europeo Europa Federata edita dal 1948 al 1960.
Tale rivista, che all’inizio aveva una cadenza quindicinale per poi diventare mensile dal ’57 in poi,è stata l’espressione più importante del MFE in quanto cercava di tradurre il significato federalista degli avvenimenti e di riferire su quanto si andava facendo in campo federalista.
Alla sua direzione, che aveva sede a Roma, si sono alternati Altiero Spinelli(fino al 1957) e Luciano Bolis.
Molti nomi importanti del federalismo come Alexandre Marc, Antonio Cabella, gli stessi Spinelli e Bolis, Mario Albertini, hanno scritto degli articoli su tale rivista fornendo le loro impressioni sugli eventi che si susseguivano.

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1 Introduzione Molti uomini, nel corso della loro vita, si scontrano con fatti, problemi, situazioni che li spingono a denunciare gli scandali della guerra, dell’oppressione, dell’ingiustizia. Ma pochi diventano militanti politici, si spingono cioè al di là della rivolta morale o della semplice testimonianza solidale per porsi l’obiettivo di sradicare le radici di quegli scandali. Porsi questo obiettivo implica l’esercizio di una fredda razionalità, ossia la lucida consapevolezza che il fine proclamato rimane un sussurro senza l’identificazione dei mezzi per raggiungerlo. Ma diventare militante federalista implica anche una sorta di “conversione”, di ripudio di un’ottica, l’ottica della politica e della cultura nazionali, che, se mantenuta, non permette di fare diagnosi corrette e, di conseguenza, di perseguire con successo la progressiva affermazione del federalismo. Nella mia tesi, ho cercato di mettere in evidenza l’importanza che ha rappresentato,almeno a livello teorico, lo strumento del Congresso del Popolo Europeo. In primo luogo,ho parlato dei movimenti a livello europeo che hanno ispirato l’azione per il CPE e,nello specifico,del MFE e dell’UEF nel periodo che va dal secondo dopoguerra fino alla caduta della CED nel 1954, senza contare anche altri movimenti che sono stati altrettanto importanti. Poi ho fatto un’analisi “tecnica” del Congresso per arrivare successivamente, nel finale, a discutere della sua prima sessione. Per svolgere questo lavoro mi sono basato, in gran parte, sugli articoli pubblicati sulla rivista del Movimento Federalista Europeo Europa Federata edita dal 1948 al 1960. Tale rivista, che all’inizio aveva una cadenza quindicinale per poi diventare mensile dal ’57 in poi,è stata l’espressione più importante del MFE in quanto cercava di tradurre il significato federalista degli avvenimenti e di riferire su quanto si andava facendo in campo federalista. Alla sua direzione, che aveva sede a Roma, si sono alternati Altiero Spinelli(fino al 1957) e Luciano Bolis. Molti nomi importanti del federalismo come Alexandre Marc, Antonio Cabella, gli stessi Spinelli e Bolis, Mario Albertini, hanno scritto degli articoli su tale rivista fornendo le loro impressioni sugli eventi che si susseguivano.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Dario Cuccia Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1363 click dal 02/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.