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Vincoli di liquidità, investimenti e domanda di lavoro

La disoccupazione è il fenomeno del mercato del lavoro che ha maggiormente focalizzato l’attenzione degli studiosi. Le numerose e dettagliate teorie che si sono sviluppate negli anni hanno messo in evidenza i diversi fattori che determinano il livello, e la persistenza, della disoccupazione: le istituzioni del mercato del lavoro, la globalizzazione dei mercati che causerebbe una maggiore concorrenza e così via. Recentemente l’attenzione si è spostata sui vincoli di liquidità delle imprese che, limitando sia le loro possibilità di investimento sia la concreta attuazione delle loro politiche occupazionali, potrebbero rappresentare, a livello aggregato, una determinante di rilievo della disoccupazione. L’obiettivo di questa tesi è pertanto di analizzare il ruolo dei vincoli di liquidità come determinante dei livelli occupazionali. Il presente lavoro è diviso in tre parti. La prima parte sarà una breve introduzione nella quale si presenteranno alcune variabili e alcuni problemi che caratterizzano le scelte dell’impresa relativamente alla sua domanda di lavoro. Nella seconda vedremo precisamente come l’impresa determina i livelli ottimali degli investimenti e della manodopera impiegata. Infine nella terza parte vedremo gli sviluppi più recenti della teoria economica avente per oggetto di analisi i vincoli di liquidità; a completamento di questa parte discuteremo criticamente un modello [Acemoglu (2000)] da noi scelto per la sua capacità di descrivere con precisione come i vincoli di liquidità possono determinare livelli persistentemente elevati di disoccupazione.

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2 Premessa. La disoccupazione è il fenomeno del mercato del lavoro che ha maggiormente focalizzato l’attenzione degli studiosi. Le numerose e dettagliate teorie che si sono sviluppate negli anni hanno messo in evidenza i diversi fattori che determinano il livello, e la persistenza, della disoccupazione: le istituzioni del mercato del lavoro, la globalizzazione dei mercati che causerebbe una maggiore concorrenza, le imperfezioni nel funzionamento del mercato del lavoro, l’asimmetria informativa tra datori di lavoro e lavoratori, le rigidità salariali. Tuttavia, le spiegazioni avanzate nella letteratura classica non si sono rivelate del tutto soddisfacenti, e l’attenzione si è spostata su alcuni altri fattori che possono influire sulla disoccupazione. In particolare, i vincoli di liquidità delle imprese che, limitando sia le loro possibilità di investimento sia la concreta attuazione delle loro politiche occupazionali, potrebbero rappresentare, a livello aggregato, una determinante di rilievo della disoccupazione. L’obiettivo di questa tesi è pertanto di analizzare il ruolo dei vincoli di liquidità, intesi come imperfezioni nel mercato del credito, come determinante della domanda di lavoro e quindi dei livelli occupazionali. Il presente lavoro è diviso in tre parti. La prima parte sarà dedicata a introdurre il problema individuando il contesto in cui opera l’impresa e i fattori di rilievo connessi sia al mercato del lavoro che ai mercati complementari al mercato del lavoro, anche con l’ausilio di alcuni contributi della letteratura economica. Nella seconda parte vedremo sinteticamente come l’impresa determina i livelli ottimali degli investimenti e della manodopera impiegata al fine di individuare in che modo i vincoli di liquidità possono determinare i loro effetti. Infine nella terza parte vedremo quali sono le implicazioni dei vincoli di liquidità sulla disoccupazione. A tal proposito discuteremo criticamente un modello [Acemoglu (2001)] da noi scelto per la sua capacità di descrivere con precisione come i vincoli di liquidità possono determinare livelli persistentemente elevati di disoccupazione.

Tesi di Master

Autore: Emanuele Atzeni Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1523 click dal 14/03/2007.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.