Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il diritto all'ascolto del minore in Unione Europea

Il diritto all'ascolto del minore risulta un diritto ormai affermato nel panorama del diritto internazionale; al tempo stesso, però, tale diritto non è affatto ben definito, i sui contorni appaiono incerti e il suo spazio d'azione per nulla delimitato.
Chiedersi quale sia l'importanza di tale diritto in ambito comunitario porta inevitabilmente a chedersi quale sia la posizione giuridica occupata dal minore in Unione Europea; o ancor prima, se il minore gode di una posizione goiridica nell'ambito comunitario, e pertanto di una protezione. I diritto dei minori, quali sottoinsieme dei diritti fondamentali, non godono affatto di tutela in tale spazio giuridico. Al tempo stesso però, il processo che ha interessato l'evoluzione dei diritti fondamentali, ha fatto sì che la posizione giuridica dei minori venisse a modificarsi.
Tra gli altri, il diritto all'ascolto risulta disseminato in trattati e normative europee. Quello che appare originale e sorprendente è che tale diritto, piuttosto che cadere nell'astrattezza e dissolvenza dell'enunciato presente nel diritto internazional, utilizza tali apparenti limiti per giungere a far operare tale diritto in svariati ambiti giuridici, ,a soprattutto tale diritto, che appare comunque avere un sostrato comune, a seconda degli ambiti giuridici nei qulai si trova ad operare, assume delle sfaccettature particolari che vanno completare il significato del diritto all'ascolto.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Il diritto del minore di essere ascoltato compare per la prima volta nella Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989. Inizia, quindi, la sua evoluzione storica, che lo porterà ad avere un posto di tutto rispetto nel panorama dei diritti del minore. Anche l’Unione Europea si è trovata coinvolta nell’evoluzione di tale diritto, tanto che questo pare rappresentare un importante sostrato in tutta la normativa europea riguardante i minori. Non pochi, però, sono gli interrogativi e i dubbi che nascono dall’analisi di tale diritto. Prima di tutto, ciò che lascia perplessi è la stessa nozione del diritto del minore di essere ascoltato: questa non risulta essere affatto univoca ed omogenea, tanto che ciò porterebbe a pensare all’esistenza di tanti diritti all’ascolto, diversi a seconda dei trattati internazionali analizzati. Conseguenza inevitabile di questo è l’incapacità di riuscire a definire un ben delineato spazio di operatività di tale diritto. Analizzando, poi, la Convenzione di Strasburgo sull’esercizio dei diritti dei minori, ci si accorge come tale Convenzione, pur operando una scelta a priori, cercando quindi di definire uno spazio giuridico di operatività, porta ad escludere l’efficacia del diritto all’ascolto da altre tematiche giuridiche, nelle quali questo avrebbe potuto legittimamente operare. Ed ancora, in tale Convenzione si ritrova un diritto all’ascolto direttamente coordinato e collegato con il necessario diritto del minore di informarsi e di essere informato. Tale acquisizione normativa segna sicuramente un passo in avanti nella struttura di tale diritto, tuttavia tale 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paola Bacca Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6223 click dal 23/03/2007.

 

Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.