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Strategie di Coping, Stress, Post Traumatic Stress Disorder, Motivazioni ed Emozioni negli Operatori Sanitari dell’Emergenza

Lo studio condotto in operatori professionisti del Servizio 118 nel Dipartimenti di Emergenza di Rimini, si fonda nella profonda consapevolezza, che è proprio attraverso l’esperienza, di chi opera in emergenza, è possibile lo strutturarsi di conoscenze e strumenti psicologici efficaci e efficienti, finalizzandoli al loro benessere psico-fisiologico e socio-relazionale. Il lavoro si è sviluppato su coordinate teoriche in un’ottica multidisciplinare di Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia, dato l’ambito complesso, poliedrico, multifattoriale, dei contesti di emergenza, dei fenomeni e processi coinvolti ed interconnessi, quali il coping, stress, motivazioni ed emozioni.
La peculiarità multiprospettica della Psicologia dell’Emergenza è il ruolo chiave dei professionisti della psicologia nella collaborazione, integrazione, affiancamento, formazione, addestramento, supervisione di strategie di coping, risorse emotive e motivazionali di professionisti non psicologi.
Sarà, inoltre, secondo un approccio epistemologico sistemico olistico, interazionista, costruttivista ed ermeneutico, basati sugli studi della Teoria generale dei Sistemi complessi (Von Bertalanffy,1968), il cui assunto di fondo è la concezione della relazione tra individuo ed ambiente – come un sistema aperto, integrato e dinamico - entrambi elementi inseparabili che si influenzano reciprocamente, in un fluire circolare ed interdipendente.
Un sistema è aperto, una unità complessa ed organizzata, una matrice interconnessa di reti di relazioni; all’interno delle quali sta, un operatore dell’emergenza, nodo della rete, anch’esso un sistema aperto, autoregolato, autocostruito, autorganizzato.
Il comportamento ed il Benessere di chi opera in un 118 non può essere studiato, e compreso, separato dal contesto sociale e relazionale nel quale è immerso, un campo di forze (K. Lewin), che agiscono simultaneamente, sull’operatore, dove le relazioni divengono il fulcro del suo agire in quanto parte del sistema emergenza stesso che improvvisamente si impone, senza preavviso, sia a livello del campo esplicito che implicito.
L’intervento per un soccorritore è una intensa esperienza esistenziale, che richiede flessibilità, creatività, precisione, concentrazione nel padroneggiare le migliori strategie di coping e di gestione di emozioni intense e vissuti complessi.
Nelle situazioni di emergenza lo Stress è parte integrante è la molla che spinge ad agire con efficacia e rapidità; le reazioni post traumatiche da stress nell’operatore del Soccorso, come nelle vittime, direttamente coinvolte, sono reazioni normali ad eventi anormali, e sono multidimensionali agendo a: Livello Fisiologico, Emotivo, Cognitivo, Comportamentale, Interpersonale.
Il rischio di sviluppare conseguenze, al pari delle vittime, negli operatori che intervengono in loro aiuto, è elevato, data la frequenza e ripetizione quotidiana, dell’esposizione alla sofferenza umana, alla morte e di lavorare in ambienti estremi, che li espone al potenziale accumulo di stress, rendendoli vulnerabili nel lungo periodo allo sviluppo di psicopatologie, di cui il più grave, ma non l’unico, il Post Traumatic Stress Disorder.
La morte del paziente, considerato tra gli operatori uno degli eventi tra i più stressanti, è la situazione su cui si basano le risposte agli strumenti della ricerca, che sono:
- Coping Response of Rescue Workers Inventory (McCammon 1988; Corneil 1993; Beaton 1999) Adatt. F.Sbattella, E.Pini, valuta strategie di coping ed emozioni;
- Los Angeles Symptom Checklist-43 A.V.(King, Leskin, Foy, 1995), adattato al contesto italiano, valuta il PTSD;
- 2 Domande aperte.

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Tesi: PROCESSO DI COPING, STRESS E EMOZIONI NEGLI OPRATORI SANITARI DELL’EMERGENZA. Bologna, 28 ottobre 2006 Dott.ssa Antonella Torreggiani 4 INTRODUZIONE Il lavoro si svilupperà su coordinate teoriche in un’ottica multidisciplinare di Psicotraumatologia e Psicologia dell’Emergenza (Cap.1.2), un settore che richiede dialogo tra professionisti di varie estrazioni e formazioni, nella necessità di integrazione reciproca in un ambito così complesso e poliedrico, multifattoriale, quale quello riferito ai contesti di emergenza (Cap.1.3), nei quali gli operatori dell’emergenza intervengono, ed ai fenomeni e processi coinvolti, ed interconnessi, quali il coping RIQ.4 , stress RIQ.2 ,motivazioni ed emozioni RIQ.4 . Sarà, inoltre, secondo un approccio epistemologico sistemico olistico, costruttivista ed ermeneutico, basati sugli studi di Von Bertalanffy (1968), della Teoria generale dei Sistemi complessi RIQ.1 , che dagli anni ’50, hanno rivoluzionato in una nuova prospettiva il concetto di sistema dalla fisica, alla biologia e neuroscienze, alla psicologia. Teoria all’interno della quale un sistema è aperto, una unità complessa ed organizzata, che si caratterizza nella interdipendenza delle parti che lo compongono, fatta da una matrice interconnessa di reti di relazioni; all’interno delle quali sta una persona (operatore dell’emergenza), nodo, anch’essa un sistema aperto, autoregolato, autocostruito, autorganizzato. Il comportamento, ed il Benessere, di una persona (operatore sanitario del 118) non può essere studiato, e compreso, separato dal contesto sociale e relazionale nel quale è immerso. Il benessere psicologico di una persona (operatore dell’emergenza) in un contesto, dipende dalla congruenza, grado di armonia (Murrell, 1973) tra aspettative e potenzialità, capacità, del soggetto (operatore), da una parte, e dall’altro, le richieste provenienti dai vari sistemi in cui l’individuo appartiene, e le risorse che gli vengono rese disponibili. Un soggetto (operatore sanitario) immerso in un campo di forze (Lewin K., 1947), inteso come la totalità dei fattori coesistenti in un certo momento, che agiscono simultaneamente trascinandolo in direzione di, distogliendolo da, scopi diversi, in varie direzioni; forze che vengono comunque interpretate dalla persona (significazione). Sino agli attuali sviluppi di un modello probabilistico, olistico, interazionista, costruttivista, il cui assunto di fondo è la concezione della relazione tra individuo ed ambiente come un sistema integrato e dinamico (Von Bertallanffy, 1968) RIQ.1 , di cui sia l’individuo, che l’ambiente, sono elementi inseparabili che si influenzano reciprocamente, in un fluire circolare, ed interdipendente, di cicli di maching e missmaching (Tronik, 2006) RIQ.1 . L’equilibrio omeostatico, e dinamico, di tali cicli, consci ed inconsci, ai vari livelli, può portare alla crescita e sviluppo di nuove proprietà emergenti sempre più complesse e sofisticate, oppure a disequilibri consistenti che possono condurre, nel tempo, al prevalere di effetti negativi e tali da condurre un sistema all’entropia, al caos ed alla morte (Cap.1.1). Le situazioni di stress acuto, gli eventi potenzialmente traumatici, nella loro imprevedibilità destrutturate, produce, nei soggetti coinvolti, reazioni neuropsicologiche (Cap.1.5.2) che sono normali risposte, nel breve periodo, rispetto alla anormalità degli eventi stessi, che attraversano Fasi ben distinte (Cap.1.5.3), ma il loro perdurare, nel tempo, può condurre a conseguenze

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Antonella Torreggiani Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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