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L'Hamilton Rating Scale for Depression: la somministrazione come pratica interattiva.

Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Ruocco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche della Valutazione e della Consulenza Clinic
  Relatore: Alessandra Talamo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

Questo lavoro ha affrontato il tema della somministrazione interattiva dei test psicologici. In particolare il lavoro di tesi ha riguardato l’analisi delle procedure di somministrazione dell’Hamilton Rating Scale for Depression. Il test di Hamilton è una scala di valutazione, può essere paragonata ad un'intervista semi-strutturata, pertanto l'attenzione è stata focalizzata sul ruolo dell’intervistatore nella formulazione di domande.
Si è cercato altresì di analizzare eventuali problematiche che si presentano nel corso della somministrazione di un test semi-strutturato e i fenomeni conversazionali che ne derivano. L'approccio teorico di riferimento è la Psicologia Culturale, per l'attenzione che ha rivolto all'individuo e al contesto culturale in cui vive e per il ruolo che ha assegnato al linguaggio nelle situazioni interattive. Inoltre si è considerato l'approccio dell'Analisi Conversazionale, poichè studia l'organizzazione sociale del parlato e della conversazione in situazioni d'intervista e analizza le registrazione delle conversazioni, trascrivendone i dati secondo determinati criteri.
La somministrazione del test in oggetto è stata effettuata con l’ausilio delle videoriprese, ad utenti in cura per depressione presso il Servizio di Saluta Mentale dell’Asl Sa/3.
Attraverso le videoregistrazioni è stato possibile osservare e studiare in maniera minuziosa le interazioni e trascrivere i dialoghi, utilizzando il metodo di trascrizione Jeffersoniano.
La presenza della videocamera ha influenzato il comportamento dell’intervistatore, lo ha reso rigido, tuttavia, nel nostro caso specifico, appaiono anche altri risultati, dovuti in primis alla strutturazione stessa del test.
Dallo studio dei trascritti delle interviste è possibile notare principalmente le difficoltà che ha incontrato l'intervistatore nel formulare le domande ex novo.
Oltre a ciò è sicuramente importante evidenziare che la presenza di domande scritte e non scritte, ha determinato una maggiore o minore sicurezza dell’intervistatore nel somministrare il test, influenzando di conseguenza le risposte dei soggetti.Ne deriva che il test non viene somministrato in eguale modo a tutti i rispondenti e ciò ha certamente delle implicazioni rispetto al concetto della standardizzazione.
In ultima analisi, con questa tesi ci si è prefissi di asserire l’aspetto interattivo delle interviste e di evidenziare che la somministrazione di un test non si può ridurre nei termini di concordanza semplice tra domanda e risposta, ma indica il prender parte ad un compito più complesso, che si concretizza nell’interazione e nella co-costruzione dei dati che vengono raccolti.


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Introduzione Questo studio tenderà a verificare in che modo la somministrazione dell’Hamilton Rating Scale for Depression (HAM-D) può essere considerata una pratica interattiva. L’idea di questo lavoro è nata dall’esperienza effettuata nel corso del Tirocinio pre-laurea, svolto presso il Servizio di Salute Mentale dell’Asl Sa/3, dove è stato possibile somministrare il test che ci occupa. Tutto ciò ha focalizzato la nostra attenzione sull’importanza del linguaggio e della comunicazione che si sviluppa nel corso della somministrazione di un test. L’HAM-D è una scala di valutazione (Rating Scale) e può essere considerata un'intervista semi-strutturata. E’ uno strumento molto semplice per la valutazione quantitativa della depressione e per mettere in evidenza le modificazioni della sintomatologia nel corso di trattamenti psicoterapeutici e psicofarmacologici. L’autore del test, Max Hamilton (1960), non ha previsto delle domande, ma solo delle aree generali su cui può basarsi il somministratore/intervistatore per formularle. Le domande saranno allora, di volta in volta create dall’intervistatore ed enunciate in modo diverso in ogni intervista. Ed è proprio da qui che prende avvio il nostro studio: analizzare come una diversa formulazione della domanda può influire sul tipo di risposta fornita dall’intervistato e sviscerare le problematiche che si possono presentare nel caso d'interviste semi-strutturate, come l’HAM-D. L’affermazione che l’intervista è un'interazione sociale tra intervistato e rispondente può sembrare scontata, tuttavia non sempre la letteratura ha dedicato a questa tematica la dovuta importanza. Solo negli ultimi decenni, alcuni autori come Briggs, Dykema, May e soprattutto Houtkoop-Steenstra si sono interessati alle interviste, ponendo l’accento sull’interazione. Charles Briggs (1986) argomenta in modo convincente che esistono dei fraintendimenti fondamentali, sia intorno alla natura dell’intervista in quanto 1

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