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L'immagine della morale nei film di Alfred Hitchcock

L’obiettivo principale della tesi è stato individuare le tecniche e il montaggio delle inquadrature che Hitchcock usava per delineare i motivi morali e gli stati d’animo dei personaggi. Per meglio comprendere il tema trattato si è presa brevemente in esame la vita e le opere di Alfred Hitchcock, con l’accento sulla dimensione religiosa (educazione cattolica). Nel secondo capitolo si esaminano i temi morali che appaiono nei suoi film alla luce della teologia/etica, come p.es. la lotta tra bene e male, l’accusato innocente, il peccato, il senso di colpa, la redenzione, la provvidenza di Dio. Nella tesi si sono anche individuate le caratteristiche morali dell’eroe hitchcockiano (p.es. il concetto del meliorismo) e, concentrandoci su The Wrong Man, si offre un’analisi semiotica di alcune scene nell’ottica della visualizzazione della morale.

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5 INTRODUZIONE Dalle origini del cinema i temi filmici hanno riguardato i problemi etico-morali. Citiamo ad esempio un cineasta come David Griffith che con il suo Intolerance ha affrontato il tema dell’intolleranza religiosa e sociale come causa fondamentale dei mali che affliggono l’umanita; la tematica biblica nel Quo Vadis? di Enrico Guazzoni o il grande Sergei Eisenstein che con le sue opere ha affrontato le problematiche etico-sociali e metafisiche, e i tanti altri film dove i temi spirituali e etico-morali sono presentati sia in modo esplicito sia implicito. Uno dei registi a proposito del quale molti critici hanno rilevato nel fondo dei suoi film, come chiave ermeneutica, un “Dio nascosto” presentato implicitamente, è il maestro del thriller cinematografico Alfred Hitchcock. Dall’età di nove anni frequenta il St. Ignatius College, sotto la rigida cura dei padri gesuiti, e spesso è stata ricondotta proprio all’educazione gesuita la maggiore influenza sul suo pensiero e sulla sua opera. Durante una conferrenza stampa a Hollywood nel 1947, Hitchcock ha dichiarato solennemente che lo scopo del cinema è “procurare al pubblico degli shock morali benefici. La civiltà è diventata così protettiva che non possiamo più procurarci istintivamente la pelle d’oca. Il solo modo di scuotere il nostro torpore e recuperare il nostro equilibrio morale è di ricorrere a dei mezzi artificiali. Mi sembra che il cinema sia lo strumento migliore per ottenere questo risultato.” 1 Nei suoi film si rilevano motivi riccorenti: accusati personaggi innocenti e il loro declino o ascesa morale, il senso di colpa, il peccato originale, la lotta tra il Bene e il Male, la paura originaria, l’impossibilità di stabilire i confini tra vizio e fede, il destino e la redenzione, la provvidenza di Dio. “Sotto la superficie dell’umorismo, della suspense e dell’aspetto romantico era presente una teologia del peccato, della colpa e della redenzione”. 2 1 François TRUFFAUT, Il cinema secondo Hitchcock, Milano, Nuova Pratiche Editrice, 1997, 169. 2 Neil HURLEY, Soul in Suspense. Hitchcock's Fright and Delight, NewYork & London, The Scarecrow Press, 1993, 7.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Irena Sever Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2958 click dal 08/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.