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Lo shintoismo ieri e oggi

Lo shintō 神道 o shintoismo è la religione indigena giapponese. Può sembrare fuorviante parlare di una religione giapponese vera e propria, sia perché in Giappone coesistono diverse fedi, sia perché la religione autoctona stessa non può essere intesa nel senso tradizionale del termine. Prima di tutto è necessario sottolineare che da un punto di vista prettamente accademico di studio delle religioni una religione può essere considerata tale laddove possegga un fondatore, delle scritture che possano essere considerate “sacre” e un sistema di valori morali che governino l’attività dell’individuo sia nei momenti di attività religiosa sia in quelli profani della vita quotidiana. Date queste premesse è difficile far rientrare lo shintoismo nella categoria delle religioni, sebbene, essendo forse l’unica forma di fede autoctona giapponese, venga sempre inserita in una qualsiasi enciclopedia delle religioni del mondo.

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1 Introduzione Caratteristiche generali dello Shintō 1. Prefazione Nel 2004 e nel 2005 ho effettuato due viaggi in Giappone, con lo scopo primario di studiare la lingua e verificare se nella società giapponese abbiano realmente luogo gli stereotipi che le vengono associati dall’occidente. Quello che ho riscontrato è che molti clichè riguardanti il Giappone rispondono a verità. Mi riferisco in particolar modo alla stacanovista dedizione al lavoro che condiziona sia la vita quotidiana del giapponese medio sia l’organizzazione della città, che prevede, tra le altre cose, un efficientissimo sistema di trasporti cittadini e nazionali che permettono anche al lavoratore più accanito di tornare a casa dalla propria famiglia almeno per le ore notturne (e persino il sararīman 1 che non riesca a prendere l’ultimo treno ha la possibilità di evitare di chiamare un costosissimo taxi o di dormire in ufficio, attraverso i vari piccoli alberghi che forniscono spazi poco più grandi di un uomo ma dotati di letto, bagno e accessori per presentarsi la mattina successiva al lavoro freschi e puliti). Nonostante ciò, anche all’interno della maestosità di Tōkyō, nel complesso e complicato groviglio di strade, ferrovie, automobili, grattacieli ed altre meraviglie dell’urbanizzazione, è rimasto un notevole spazio per la tradizione. Non è raro scovare un sacrario shintoista o un tempio buddhista tra un grattacielo e l’altro e posso affermare che i momenti in cui riuscivo a scovarne uno rappresentavano senza dubbio delle importanti esperienze di comunicazione culturale tra il turista/viaggiatore europeo ed i miei compagni di viaggio giapponesi. Un Giappone inteso come paese tra tradizione e modernità è senza dubbio un altro stereotipo del quale si sente parlare, ma a mio avviso è anch’esso verosimile. 1 サラリーマン (salary man): è il termine giapponese che indica i cosiddetti “colletti bianchi”. La parola deriva dall’unione del termine inglese salary (stipendio) a man. Il termine giapponese che indica l’opposto dei “colletti bianchi”, i “colletti blu”, è nikutairōdōsha 肉体労働者.

Laurea liv.I

Facoltà: Interfacoltà Scienze politiche e Lettere e filosofia

Autore: Jacopo Colombi Contatta »

Composta da 70 pagine.

 

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