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La condizione vampirica del cinema

Il problema che mi sono posto realizzando questa tesi riguarda la possibilità che esista una sorta di essenza vampirica connaturata al cinema delle origini, cioè a tutte quelle esperienze spettacolari che hanno portato alla nascita del cinematografo e alle prime rappresentazioni post Lumiére. È possibile che il cinema faccia spesso riferimento alle proprie origini utilizzando la figura del non-morto proprio perché le modalità attraverso le quali esso si è prima intrufolato e poi radicato all’interno del tessuto sociale diventando una delle forme di spettacolo più diffuse siano state, in qualche modo, modalità definibili come vampiriche? È possibile che il cinema si sia configurato come essere vampiresco per entrare a far parte della vita sociale occidentale e per diventare, esso stesso, elemento mitico e mitopoietico? È possibile che il cinema delle origini si sia sviluppato facendo leva su una sorta di condizione vampirica? L’intento del mio lavoro è proprio quello di dimostrare che la risposta a queste domande è affermativa.

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1 INTRODUZIONE “Venite a vedere lo stupefacente cinematografo! Un prodigio della civiltà moderna, l’ultima meraviglia del mondo, la più grande attrazione del secolo, la nuova invenzione mondiale! Venite a vedere il meraviglioso cinematografo!” urla l’imbonitore e la sua voce è talmente forte che riesce persino a levarsi sul chiasso prodotto dalla gente nel suo formicolare incessante per le strade di una Londra di fine Ottocento. Nel via vai di persone è possibile notare una strana figura, è un giovane elegantemente vestito di grigio con, in testa, un vistosissimo cilindro. I suoi capelli sono lunghi e castani, i baffi adunchi gli danno un’aria tanto mefistofelica quanto raffinata. Si sta dirigendo verso l’ingresso di una farmacia, vi è proprio davanti quando Mina Harker apre la porta della bottega e, uscendo, si scontra con lui. “Le mie più umili scuse” proferisce il giovane in un inglese caratterizzato da un forte accento straniero, “sono arrivato di recente dall’estero e non conosco la vostra città”. La donna risponde un po’ seccata e sta per andarsene quando lo strano

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesco Bresciani Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3357 click dal 13/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.