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L'azione di disconoscimento della paternità

Informazioni tesi

  Autore: Carolina Piovano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Sergio Chiarloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Evoluzione storica dell'azione di disconoscimento della paternità, in concomitanza con la riforma del diritto di famiglia e del mutamento del costume sociale.

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Istituto in generale 1. Azione per il disconoscimento della paternità. a. Casi di ammissibilità (comma 1). Nel nostro ordinamento operano due presunzioni di paternità inserite agli articoli 231 1 e 232 2 del codice civile, che determinano che, in virtù del solo legame matrimoniale, il figlio concepito nel periodo di coniugio acquisti automaticamente lo status di legittimo, nonché di figlio del marito. L’azione di disconoscimento di paternità nasce dall’esigenza di rimuovere il rappor- to di filiazione padre-figlio, facendo emergere il favor veritatis. Attualmente l’istituto è previsto nel codice civile in due ordini di ipotesi: a) Se il figlio non si presume concepito durante il matrimonio (perché na- to prima che siano trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione), l’azione è liberamente esperibile, ma rimane a carico dell’attore l’onere della prova. (articolo 233 3 c.c.) b) Se il figlio risulta concepito durante il matrimonio (perchè nato tra il centottantesimo giorno dalla celebrazione del matrimonio e non oltre i trecento dallo scioglimento dello stesso) l’azione di disconoscimento può essere esperita solo in tre casi tassativi elencati all’articolo 235 4 c.c.: 1 Articolo 231 c.c. Paternità del marito. Il marito è padre del figlio concepito durante il matrimonio. 2 Articolo 232 c.c. Presunzione di concepimento durante il matrimonio. Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando sono trascorsi centottanta giorni dalla celebra- zione del matrimonio e non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data di annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. La presunzione non opera decorsi trecento giorni dalla pro- nuncia di separazione giudiziale, o dall’omologazione de separazione consensuale, ovvero dalla data della comparizione dei coniugi avanti al giudice quando gli stessi sono stati autorizzati a vivere separatamente nelle more del giudizio di separazione o dei giudizi previsti nel comma precedente. 3 Articolo 233 c.c. Nascita del figlio prima dei centottanta giorni. Il figlio nato prima che siano trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio è reputato legittimo se uno dei coniugi, o il figlio stesso, non ne disconoscano la paternità. 4 Articolo 235 c.c. Disconoscimento della paternità. L’azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti: 1. se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita; 2. se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare; 3. se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibile con quello del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità. 2

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Parole chiave

adulterio
azione di disconoscimento di paternità
fecondazione eterologa
impotenza
prove biologiche ed ematologiche
riforma del diritto di famiglia

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