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Teoria e tecnica della sigla televisiva - Il paratesto televisivo e la sua applicazione pratica

Nel sistema della comunicazione universale tutto esiste perché assolve ad una funzione specifica, che è una proprietà insita nell’atto stesso di comunicare. La funzione paratestuale della sigla è il profumo della pietanza che ci accingiamo a degustare, è lo stimolo per il telespettatore che racchiude l’essenza del programma.
La sigla è stata la prima forma metalinguistica nata con la televisione, una forma che il nuovo mezzo ha sentito di dover inglobare e adattare alla sua struttura e al proprio flusso mediatico. La sigla si colloca in questo flusso con la funzione di separare i testi, di marcare un programma nella sua individualità, di designarlo e distinguerlo, di segnarne i confini.
Per meglio analizzare questa forma paratestuale ho applicato una analisi di tipo sperimentale, partendo dalla teoria, passando la tecnica e infine approdando nella pratica, mettendo a frutto le conoscenze acquisite onde ottenere riscontri sul campo.
La parte teorica inizia dalla definizione letterale e semiotica della sigla, ricercando le sue peculiarità in funzione della sua inscindibilità dal testo che la segue e che rappresenta. Altri elementi presi in esame nella prima parte del capitolo sono quelli relativi alla tipologia della sigla in rapporto all’oggetto del suo comunicare, alla collocazione, alla storia, alla durata e del genere.
Il secondo aspetto preso in esame nel secondo capitolo è quello della tecnica, o delle tecniche. Infatti, ogni forma di comunicazione utilizza un apparato tecnico, costituito di mezzi, forme e significanti. Il primo mezzo di cui si serve la sigla è senza dubbio la videografica, l’altro è la tecnologia a disposizione. Dopo le componenti visive ho analizzato quelle testuali, classificandole a seconda della collocazione rispetto alla componente visiva.
Nella parte finale di questa analisi, quella dedicata alla pratica della sigla televisiva, riporto la mia esperienza professionale nell’ambito dell’oggetto di studio. Nel terzo capitolo ho relazionato i processi che portano alla nascita di una sigla televisiva; le tappe fondamentali e le revisioni che subisce, fino alla messa in onda finale.
Concludo l’analisi documentando il lavoro eseguito sulle singole sigle, tutto il processo creativo e produttivo che, di volta in volta, ha trasformato un’idea in un paratesto funzionale e stimolante.

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INTRODUZIONE Nel sistema della comunicazione universale tutto esiste perchØ assolve ad una funzione specifica, che Ł una propriet insita nell atto stesso di comunicare. La funzione paratestuale della sigla Ł il profumo della pietanza che ci accingiamo a degustare, Ł lo stimolo per il telespettatore che racchiude l essenza del programma. Pietanza e profumo, testo e paratesto, sono entit inscindibili e coincidenti: la sigla esiste perchØ esiste il programma, vi si ritrova la stessa relazione che sussiste tra il cartellone e lo spettacolo teatrale, o tra i titoli di testa e un film. Non Ł un caso, infatti, che la sigla sia la prima forma metalinguistica nata con la televisione, una forma che il nuovo mezzo ha sentito di dover inglobare e adattare alla sua struttura e al proprio flusso mediatico. La sigla si colloca in questo flusso con la funzione di separare i testi, di marcare un programma nella sua individualit , di designarlo e distinguerlo, di segnarne i confini. Assolvendo a questa precisa funzione, la sigla, rende l intera programmazione fruibile e riconoscibile, non solo in termini testuali ma anche e soprattutto visivi; attraverso di essa un emittente comunica con il telespettatore la propria identit visiva e culturale, suggerendo elementi grafici che spesso sono riscontrabili nella scenografia dello studio, che arricchiscono la componente testuale dei sottopancia o dei titoli in sovra-impressione. Tornando, quindi alla questione principale, quella della funzione, ci si rende conto di quanto sia difficile relegare la sigla ad una funzione 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Cicolani Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.