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Montaggio e narrazione in Memento di Christopher Nolan e 21 Grammi di Alejando Gonzàlez Inarritu

Il momento storico della nascita del cinematografo è convenzionalmente fissato al 28 dicembre 1895, data in cui i fratelli Lumière realizzarono a Parigi la prima proiezione pubblica di immagini in movimento della durata di 50 secondi L’uscita delle fabbriche Lumière.
L’invenzione del cinema rappresentò il culmine delle tantissime esperienze e ricerche che si avvicinarono sempre di più all’eccezionale risultato finale celebrato in una sala del Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi del 1895.
A un secolo di distanza dalla sua nascita, quando il cinema era nato e se ne stavano verificando le potenzialità artistiche e comunicative, ci troviamo oggi nella stessa condizione di incertezza e di sperimentazione riguardo il futuro di questa grande industria dell’immaginario.
Una nuova tecnologia, quella digitale, è recentementa emersa, venendo a sconvolgere tutte le certezze maturate in cento anni di sviluppo della cinematografia analogica.
La pratica del montaggio ha subito, con l’introduzione della tecnologia digitale, un vero e proprio rivoluzionamento. Si è passati dalla tradizionale moviola, nata intorno al 1920 per opera di Iwan Serrurier e basata sui principi puramente meccanici di taglio e congiunzione delle porzioni di pellicola, alla postazione digitale, che opera invece sulla base dell’eleborazione dei dati.
L’elemento fondamentale di diversificazione tra i due sistemi sta nel fatto che nel montaggio meccanico si agisce concretamente sulla pellicola con tagli e giunture, mentre nel montaggio digitale si lavora soltanto sulle informazioni relative all’elaborazione del film, senza manopolare in alcun modo il supporto materiale dell’opera.
Quindi si opera in un ambiente di lavoro virtuale.
Le agevolazione dei sistemi digitali sono diversi, tra cui la possibilità di poter accedere a un punto qualsiasi del materiale su cui si sta lavorando con un semplice tocco di mouse e altrettanto facilmente è possibile intervenire su di esso in varie maniere.
Comunque il montaggio che sia digitale o analogico non può fermarsi alla semplice definizione di “assemblaggio di inquadrature”. Un montatore esperto sa come collaborare in modo proficuo col regista e sceneggiatore comprendendo che per gran parte delle sue decisioni deve basarsi sulla particolare natura a forma del film.
Parte del suo lavoro consiste nel saper trattare in modo unico ciascun progetto, cercando di conferirgli una forma tale da comunicare al meglio il materiale sottostante.
A volte una storia viene addirittura riscritta in fase di montaggio, poiché alcune scene potrebbero essere presenti nel materiale ma latenti nella sceneggiatura. Un montatore di talento è in grado di portare i temi nascosti alla luce grazie alle tecniche di montaggio.
Esso ha sempre agito nel tempo in modo tale che il pubblico pian piano si abituasse a vedere le immagini e a comprenderne i vari linguaggi più o meno istintivi.
Negli ultimi anni c’è stato, invece, chi ha sovvertito queste regole e ha reso la propria opera unica nel suo genere.
Alcuni registi hanno sperimentato nuovi metodi narrativi, favoriti anche dalla facilità di gestione del materiale girato grazie ai nuovi software in circolazione al giorno d’oggi.
C’è stato chi ha articolato la propria storia su livelli diversi, costruendo l’opera con una struttura ad anello, come Pulp Fiction di Quentin Tarantino. La trama non si sviluppa in modo cronologico ma segue una sua logica particolare.
Ecco l’ulteriore trasformazione, la manipolazione del tempo.
I registi giocano col tempo rendendo la loro storia quasi come una forma onirica, come succede in Mulholland Drive di David Lynch.
Film con una maglia intricatissima, un percorso tortuoso in cui si è incapaci di trovarne l'inizio e la fine, in un passaggio continuo di universi reali ed immaginari.
Anche Christopher Nolan con Memento e Alejandro González Iñárritu con
21 Grammi, entrambi i registi al loro secondo lungometraggio, non resistono dal rivalutare la centralità del montaggio mischiando le carte in tavola, in cui dolore, incubi, fallimento di ogni emozione o relazione umana ed infine depressione si intrecciano a più riprese giocando con una realtà alterata dei fatti e soprattutto con la mente dello spettatore intento a cogliere ogni eventuale cambiamento di tempo e di luogo.
Si delega, dunque, il pubblico di far chiarezza tra le masse di informazioni fornite riuscendo a ricostruire la cronologia e i vari elementi del puzzle.
Memento e 21 Grammi sono film che riescono ad incollare allo schermo, catturando con macchinosi giochi di montaggio anche l’attenzione dello spettatore più reticente.

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5 Introduzione Il momento storico della nascita del cinematografo è convenzionalmente fissato al 28 dicembre 1895, data in cui i fratelli Lumière realizzarono a Parigi la prima proiezione pubblica di immagini in movimento della durata di 50 secondi L’uscita delle fabbriche Lumière. L’invenzione del cinema rappresentò il culmine delle tantissime esperienze e ricerche che si avvicinarono sempre di più all’eccezionale risultato finale celebrato in una sala del Grand Café del Boulevard des Capucines di Parigi del 1895. A un secolo di distanza dalla sua nascita, quando il cinema era nato e se ne stavano verificando le potenzialità artistiche e comunicative, ci troviamo oggi nella stessa condizione di incertezza e di sperimentazione riguardo il futuro di questa grande industria dell’immaginario. Una nuova tecnologia, quella digitale, è recentementa emersa, venendo a sconvolgere tutte le certezze maturate in cento anni di sviluppo della cinematografia analogica. La pratica del montaggio ha subito, con l’introduzione della tecnologia digitale, un vero e proprio rivoluzionamento. Si è passati dalla tradizionale moviola, nata intorno al 1920 per opera di Iwan Serrurier e basata sui principi puramente meccanici di taglio e congiunzione delle porzioni di pellicola, alla postazione digitale, che opera invece sulla base dell’eleborazione dei dati. L’elemento fondamentale di diversificazione tra i due sistemi sta nel fatto che nel montaggio meccanico si agisce concretamente sulla pellicola con tagli e giunture, mentre nel montaggio digitale si lavora soltanto sulle

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Marica Ciaprini Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.