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Disturbo Antisociale di Personalità: tra detenzione e tentativi di cura

Il Disturbo Antisociale di Personalità è una realtà emergente, frequentemente sottostimata, che si insinua in modo latente nella società attuale e si esprime attraverso un incremento di atti di violenza sempre più rappresentati, soprattutto tra i giovani.
Dalla comorbilità psichiatrica associata all’abuso di sostanze psicotrope nasce il problema della “doppia diagnosi”.
L’approccio biopsicosociale ed educativo integrato potrebbe essere il gold standard del trattamento per questo tipo di utenza, ma ancora purtroppo una mera teoria non ancora applicabile su tutto il territorio italiano. Sono pochi i centri che dirimono il paziente in doppia diagnosi.
Il seguente lavoro analizza gli step indispensabili del percorso di trattamento che ha come obiettivo il controllo di questo nuovo fenomeno. Rimane l’interrogativo sul “se esiste” un trattamento definitivo in grado di stabilizzare il paziente e di restituirgli una discreta qualità di vita.
Dal trattamento strettamente farmacologico dei disturbi psichiatrici e dell’abuso di sostanze associato, all’intervento integrativo e insostituibile di tutte le più importanti figure della Comunità Terapeutica.
Si riportano, in fine, i risultati raccolti dall’analisi, in due comunità terapeutiche, di un campione di soggetti che presentano questa diagnosi e i risultati ottenuti con questo tipo di approccio.

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4 Capitolo 1 DEFINIZIONE DEL DISTURBO DI PERSONALITA’ In Psichiatria il disturbo di personalità riguarda gli individui i cui tratti di personalità sono maladattivi in modo pervasivo, inflessibile e permanente, e causano una condizione di disagio clinicamente significativa. La definizione di disturbo di personalità compare per la prima volta nel DSM- IV, sebbene i disturbi di personalità siano stati descritti in un asse specifico (II asse) nel DSM III. Un disturbo di personalità è definito come un modello abituale di esperienza o comportamento che si discosta notevolmente dalla cultura in cui l'individuo appartiene e si manifesta in almeno due delle seguenti aree: esperienza cognitiva, affettiva, funzionamento interpersonale e controllo degli impulsi. Il pattern deve presentarsi in un'ampia gamma di situazioni sociali e comportare una condizione di disagio personale, sociale, lavorativo clinicamente significativa. Insorge nella prima metà della vita adulta, è stabile nel tempo, presenta un carattere inflessibile e pervasivo nelle diverse aree della vita e comporta conseguenze in termini di sofferenza soggettiva e di limitazioni a relazioni e lavoro (Ammaniti, 2002; APA, 1995). Classificazione dei disturbi di personalità (DSM IV) Secondo la quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM IV) dell'Associazione degli Psichiatri Americani (APA), vi sono tre gruppi principali in cui si possono classificare i disturbi di personalità:

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Michela D'orio Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6531 click dal 27/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.