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Ecologia delle comunità ittiche planiziali della provincia di Pavia

Questo lavoro nasce da una collaborazione tra l’Università degli Studi di Pavia e la Provincia di Pavia; come obiettivo ci si è posti di dare una descrizione generale sull’ecologia dei corsi d’acqua provinciali e di raccogliere dati necessari ad un’analisi biologica sui corsi d’acqua stessi.
Nel primo capitolo si evidenziano le caratteristiche idrologiche e idrografiche dei più importanti corsi d’acqua che solcano la provincia, rispettando la suddivisione territoriale in Pavese, Lomellina e Oltrepo.
Nel capitolo seguente si tratta il tema della legislazione lombarda e provinciale in materia di pesca, analizzando in dettaglio la “Carta Ittica” della provincia di Pavia; in questa vengono definiti due grandi gruppi di corpi idrici di interesse ittico sui quali vengono concentrati gli sforzi per via della grandezza della rete idrica provinciale.
Con il terzo capitolo si entra nel campo del popolamento ittico e si parla dei motivi passati e recenti che hanno portato ai cambiamenti delle nostre comunità ittiche, con particolare riguardo all’introduzione di specie esotiche, al mutamento degli habitat e alle azioni umane. Vengono anche trattate in modo esauriente le 14 specie di interesse conservazionistico enunciando le caratteristiche anatomiche, ecologiche e biologiche.
Nel quarto capitolo si parla delle quattro grandi categorie in cui possono essere raggruppate le modificazioni a cui vanno incontro gli ambienti acquatici: alterazioni del bacino idrografico e dell’alveo, della quantità e della qualità delle acque.
Successivamente un ampio capitolo discute la vocazione ittica e la classificazione di Huet, secondo il quale le acque correnti vengono suddivise in quattro zone con caratteristiche ambientali e biologiche differenti. Quindi si passa alle diversità che caratterizzano un corso d’acqua descrivendo esempi che denotano una variazione rispetto alla classica “zonazione ittica”. Nei successivi due paragrafi si passa alla parte pratica, descrivendo dapprima il metodo di raccolta dei pesci mediante l’elettropesca e tutte le operazione che fanno da contorno a questa attività, e poi trattando il protocollo I.B.E. per una valutazione della qualità biologica del corso d’acqua, descrivendo anche qui il metodo utilizzato per arrivare a dare un giudizio sulla qualità dell’ambiente. Nell’ultima parte si trattano i requisiti chimico-fisici che devono possedere i corpi idrici, descrivendo i parametri ricercati nelle indagini sul campo e poi in laboratorio.
L’ultimo capitolo riguarda i dati raccolti recenti e passati attraverso i quali è possibile arrivare a conclusioni per una valutazione qualitativa del lavoro svolto.

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Introduzione Questo lavoro nasce da una collaborazione tra l’Università degli Studi di Pavia e la Provincia di Pavia; come obiettivo ci si è posti di dare una descrizione generale sull’ecologia dei corsi d’acqua provinciali e di raccogliere dati necessari ad un’analisi biologica sui corsi d’acqua stessi. Nel primo capitolo si evidenziano le caratteristiche idrologiche e idrografiche dei più importanti corsi d’acqua che solcano la provincia, rispettando la suddivisione territoriale in Pavese, Lomellina e Oltrepo. Nel capitolo seguente si tratta il tema della legislazione lombarda e provinciale in materia di pesca, analizzando in dettaglio la “Carta Ittica” della provincia di Pavia; in questa vengono definiti due grandi gruppi di corpi idrici di interesse ittico sui quali vengono concentrati gli sforzi per via della grandezza della rete idrica provinciale. Con il terzo capitolo si entra nel campo del popolamento ittico e si parla dei motivi passati e recenti che hanno portato ai cambiamenti delle nostre comunità ittiche, con particolare riguardo all’introduzione di specie esotiche, al mutamento degli habitat e alle azioni umane. Vengono anche trattate in modo esauriente le 14 specie di interesse conservazionistico enunciando le caratteristiche anatomiche, ecologiche e biologiche. Nel quarto capitolo si parla delle quattro grandi categorie in cui possono essere raggruppate le modificazioni a cui vanno incontro gli ambienti acquatici: alterazioni del bacino idrografico e dell’alveo, della quantità e della qualità delle acque. Successivamente un ampio capitolo discute la vocazione ittica e la classificazione di Huet, secondo il quale le acque correnti vengono suddivise in quattro zone con caratteristiche ambientali e biologiche differenti. Quindi si passa alle diversità che caratterizzano un corso d’acqua descrivendo esempi che denotano una variazione rispetto alla classica “zonazione ittica”. Nei successivi due paragrafi si passa alla parte pratica, descrivendo dapprima il metodo di raccolta dei pesci mediante l’elettropesca e tutte le operazione che fanno da contorno a questa attività, e poi trattando il protocollo I.B.E. per una valutazione della qualità biologica del corso d’acqua, descrivendo anche qui il metodo utilizzato per arrivare a dare un giudizio sulla qualità dell’ambiente. Nell’ultima parte si trattano i requisiti chimico-fisici che devono possedere i corpi idrici, descrivendo i parametri ricercati nelle indagini sul campo e poi in laboratorio. L’ultimo capitolo riguarda i dati raccolti recenti e passati attraverso i quali è possibile arrivare a conclusioni per una valutazione qualitativa del lavoro svolto. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Riccardo Carini Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 913 click dal 16/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.