Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il Marketing Tribale in Ducati Motor Holding SpA

Perché un manager milanese, un veterinario di Caserta ed il famoso signor Rossi provano emozioni molto simili di fronte alla croce, al cavallino Ferrari o al sentir pronunciare la parola champagne? Perché alcune persone, ancor di più, si eccitano ogni volta che romba una Ducati o si incantano al passare di una Vespa? E perché, nonostante il clima di recessione, alcuni beni di marca resistono? La risposta è perché questi prodotti hanno un marchio forte. Un marchio è forte quando è capace di sorprendere e far sognare, Ducati è uno di questi.

Un marchio che nasce dalla passione, dall’onestà e dal coraggio, di chi decide di spingere con tutte le proprie forze ciò in cui crede e non ciò che pensa possa facilmente compiacere. Ducati esprime attraverso azioni concrete e fisiche, quelle che sono passioni personali, evitando proprio quelle risposte scontate, buone per ottenere solo il facile consenso. Assume la posizione di chi non teme confronti, sicura della propria forza, piace o non piace. Nuda e cruda, non esistono mezze misure, non scende a compromessi. Roba per gente tosta.

Fedele con ciò che trasmette non poteva non selezionarsi, attorno a tale marchio, un insieme di persone che vivono e condividono queste emozioni e questa mentalità. Anche all’interno dell’azienda, non esiste persona che non sia animata dalla passione ardente per tale marchio.
In un mondo dove ormai tutto è standardizzato, l’uomo avverte il bisogno di trovare le sue radici e di dimostrare la propria personalità, di non sentirsi un “numero”. Coerente con ciò che Ducati infonde, chi ne possiede una, vuol comunicare chi sia realmente. Una moto che non è solo un veicolo, ma mezzo di comunicazione attraverso cui trasmettere all’esterno la propria personalità.

Autenticità, è una delle emozioni più forti che Ducati trasmette: il ducatista ambisce approvazione per la capacità di aver saputo scegliere l’autentico, essendo riuscito a scansare la massificazione, in una società dove la medesima è elemento primario e costitutivo di una crociata al consumismo.

Esattamente al contrario, il mondo Ducati è rimasto quello di un tempo, dove le cose si fanno come andavano fatte. Artigianalità e valorizzazione del patrimonio umano, sono la vecchia e sana ricetta che nessun espediente potrà mai sostituire.

----------------------------------------------------------------------------------------

Il tema che si vuole esporre in questo lavoro, in prima istanza, è un ampia spiegazione di una particolare forma di marketing, quello tribale. A tal punto si sono adottati studi di Maffesoli, Cova e Fabris per la parte puramente teorica, mentre per la parte empirica mi sono avvalso dell'esperienza personale maturata all'interno dell'azienda e di specifiche interviste e discussioni fatte con i marketing manager.

In seconda istanza si espone l'organizzazione aziendale e la produzione. Nella fattispecie, si vuole spiegare come la produzione sia influenzata da tale strategia di marketing, quali sono i vantaggi e quali sono gli svantaggi derivanti.

----------------------------------------------------------------------------------------

La Ducati adotta il marketing tribale. Una forma di marketing che non tutte le aziende e non tutti i prodotti possono utilizzare. Bisogna avere dei requisiti determinati ed una certa “apertura mentale” da parte della dirigenza, nel trasformare l’azienda in ciò che in gergo è considerata come “azienda di vetro”, causa la sua trasparenza.

Sono esposti i concetti di autori del calibro di Maffesoli, Cova e Fabris, riguardo le connessioni fra postmodernità e consumo.
Particolare attenzione è posta sul tipo di ciclo produttivo e sulle caratteristiche nobili di un tale sistema che ne fanno partner perfetto per il marketing tribale, creando un organismo omogeneo, senza discrepanze di alcun tipo, fra tutti gli aspetti che interessano un azienda. In questo modo, si espone una “ricetta” unica e avanguardista, punto di riferimento per quei prodotti e quelle aziende che, fortunatamente, possono permettersi un tale connubio.


N.B. Una considerevole quantità di materiale usato per la costruzione di quest'opera è stato recuperato tramite interviste con dirigenti (e non) dell'azienda, durante una permanenza all'interno della stessa.

Mostra/Nascondi contenuto.
I. Storia della Ducati 1.1. La nascita dell’azienda 1.1.1. Adriano Cavalieri Ducati Adriano Cavalieri Ducati, insieme ai fratelli Bruno e Marcello, sono i personaggi ai quali si deve la nascita dell’azienda Ducati. La famiglia era originaria di Comacchio, ma a metà ottocento sentirono il bisogno di trasferirsi a Bologna. All’epoca, la città felsinea era un ambiente dagli stimoli continui, teatro di grandi avvenimenti, era frequentata da gente di notevole caratura. In particolare nelle materie scientifiche nomi altisonanti facevano parlare di sé e delle loro scoperte, tali erano Augusto Righi e Guglielmo Marroni. Appare quindi comprensibile che un atmosfera di tale effervescenza fece da incubatrice a giovani talentuosi, entusiasti del contagio della scoperta. Uno di questi fu proprio Adriano Ducati che, abile studente di fisica, si cimentò nello studio particolare della radiofonia. All’età di 19 anni costruì dei trasmettitori di bassa potenza che trasmettevano ad onde corte, una novità per quel tempo, poiché si utilizzavano strumenti che richiedevano molta potenza e la trasmissione era ad onde di grandi dimensioni, ma il talento si confermò, quando il 15 gennaio 1924, all’età di 21 anni, realizzò una trasmissione Bologna - U.S.A. ad onde corte.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Dario Sensale Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5610 click dal 19/03/2007.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.