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L'interpretazione dell'«altro» nei Puritani del Nuovo Mondo. Coloni e missionari di fronte al «selvaggio», 1620-1758.

La tesi si propone di esaminare la riflessione sulla realtà amerindiana elaborata, tra XVII e XVIII secolo (età coloniale), dai Puritani della Nuova Inghilterra e, in particolare, la dimensione missionaria della più ampia questione dell'incontro tra cultura occidentale (in questo caso inglese) e culture "altre". I documenti esaminati comprendono: le prime relazioni dei Padri Pellegrini, la "History of Plimoth Plantation" di William Bradford, la trattatistica missionaria, i "captivity narratives" (racconti di prigionia tra gli indigeni, redatti durante la "Guerra di re Filippo" del 1675-76), il "Magnalia Christi Americana" (1702) di Cotton Mather e gli scritti del periodo del Grande Risveglio (fino a metà '700). In appendice, infine, è proposta la traduzione di sette documenti originali.

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5 INTRODUZIONE Affrontare uno studio sulla concettualizzazione puritana della diversità, e nello specifico sulle idee che tra XVII e XVIII secolo i Puritani della Nuova Inghilterra nutrirono nei confronti delle popolazioni amerindiane con le quali entrarono in contatto fin dalle prime fasi della loro storia coloniale, significa in primo luogo circoscrivere ad un momento specifico, di cui cercherò di definire le caratteristiche per meglio comprenderne sviluppo ed esiti, la problematica dell’incontro tra cultura «occidentale» e culture «altre» e, successivamente, approfondire un capitolo della questione più ampia relativa alla missione cristiana nel Nuovo Mondo identificando nel Puritanesimo una dimensione missionaria da valutare nella sua reale portata. L’intento che mi propongo è quello di mettere in evidenza la specificità dell’approccio puritano alla realtà amerindiana e l’evoluzione delle diverse «letture dell’altro» portate avanti dai coloni. In particolare, cercherò di focalizzare la mia analisi sulla letteratura prodotta in ambito ecclesiastico, allo scopo di individuare l’apporto specifico offerto dalla tradizione religiosa dei coloni alla formazione di una più generale tendenza interpretativa. L’analisi di questi scritti mi permetterà, oltre che di chiarire la visione che gli abitanti della Nuova Inghilterra avevano delle popolazioni aborigene e il modo in cui essa orientò la loro condotta, anche di delineare le peculiarità dell’evangelizzazione promossa dai coloni rispetto alle più note iniziative missionarie cattoliche. La questione del missionarismo protestante, e puritano nella fattispecie, merita una riflessione approfondita anche per evidenziare, contro una tendenza storiografica ancora viva e in certi casi non sufficientemente problematizzata, l’arbitrarietà di un giudizio che si basi su di un mero e meccanico raffronto con un modello, molto meglio esplorato e

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Roberto De Angelis Contatta »

Composta da 271 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1813 click dal 20/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.