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Global service: ammissibilità ed affidamento nella normativa comunitaria e nazionale

L’evoluzione dei modelli di gestione dei servizi pubblici locali avvenuta negli ultimi anni, trova fondamento ed ispirazione, principalmente, nella necessità sentita dalle Amministrazioni, di contemperare le giuste esigenze dell’utenza finale, volte a richiedere una sempre migliore qualità ed efficienza del servizio reso, con l’introduzione di canoni gestionali che consentano di assicurare l’equilibrio economico e finanziario di gestione, anche attraverso un incremento consistente delle tariffe.
In questo contesto s’inserisce, la complessa problematica relativa ai processi di esternalizzazione di attività più o meno complesse, di supporto o di natura strumentale delle Pubbliche Amministrazioni, tra le quali rientra quella della gestione dei patrimoni immobiliari. Ciò con inevitabili vantaggi per le singole Amministrazioni come:
- la ridefinizione dei confini dell’area di azione delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto si assiste ad un rafforzamento della capacità di elaborazione di indirizzi inerenti alle proprie funzioni pubbliche e di controllo della loro realizzazione, parallelamente ad una apertura di spazi di azione per soluzioni gestionali di taluni servizi maggiormente ispirate alle logiche di mercato;
- lo snellimento dell’assetto strutturale delle organizzazioni pubbliche;
- la conseguente riduzione del grado di burocratizzazione delle attività attraverso la semplificazione di talune procedure;
- una maggiore focalizzazione dell’attenzione della singola Amministrazione sui processi organizzativi;
- una maggiore flessibilità organizzativa ed operativa capace di tradursi in un aumento della capacità di soddisfazione delle esigenze della collettività.
Nel momento in cui, con la legge n. 241 del 1990, si è stabilito che tutta l’attività amministrativa è retta da criteri di economicità e di efficacia, c’è stata una copiosa proposta di modelli di gestione esternalizzanti: alcuni già esistenti, come le concessioni, le società miste, i consorzi, sono stati rinnovati, e se ne indica un’ampia e quasi generalizzata applicabilità da parte di tutte le Pubbliche Amministrazioni; altri sono, viceversa, nuovi ed innovativi e dalle connotazioni tuttora da definire per un utilizzo di assoluta certezza.
Le attività di manutenzione delle infrastrutture di servizio pubblico, in tale contesto, hanno assunto rilievo centrale nell’ambito della gestione, richiedendo un approccio integrato e multidisciplinare che l’Ente di gestione difficilmente oggi è in grado di assicurare con la dovuta efficienza.
Ecco che nasce, dunque, l’esigenza di individuare imprese terze, siano esse a partecipazione pubblica o private, che possano provvedere non solo ai singoli interventi di conservazione in funzione delle esigenze (o emergenze) che volta per volta l’Ente di gestione si trova a dover affrontare.
Più in generale, si pone l’esigenza di una gestione integrata dell’infrastruttura che faccia fronte anche a tutte quelle attività tecniche, propedeutiche e funzionali agli interventi esecutivi stessi (monitoraggio telematico, progettazione, programmazione, ecc.) che l’Ente gestore non può più efficacemente svolgere attraverso risorse interne.
Ciò potrebbe spiegare l’introduzione, nella gestione dei patrimoni immobiliari pubblici, della locuzione di origine anglosassone global service, volendo enfatizzare cioè l’elemento connesso all’approccio globale di cui l’attività manutentiva necessita nell’attuale prassi operativa.
Il global service viene, infatti, definito come la filosofia che regola, in maniera integrata, tutti i molteplici servizi gestionali e manutentivi che hanno attinenza con un determinato patrimonio immobiliare o con le attività che in esso si svolgono, con lo scopo di creare i presupposti per economie di scala nella gestione, unitamente a efficienza nelle attività di coordinamento e controllo da parte dell’utente, ovvero dell’Ente Pubblico.

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4 INTRODUZIONE L’evoluzione dei modelli di gestione dei servizi pubblici locali avvenuta negli ultimi anni trova fondamento ed ispirazione, principalmente, nella necessità sentita dalle Amministrazioni, di contemperare le giuste esigenze dell’utenza finale, volte a richiedere una sempre migliore qualità ed efficienza del servizio reso, tramite l’introduzione di canoni gestionali che consentano di assicurare l’equilibrio economico e finanziario di gestione, anche attraverso un incremento consistente delle tariffe. In questo contesto s’inserisce, la problematica relativa ai processi di esternalizzazione di attività più o meno complesse, di supporto o di natura strumentale delle Pubbliche Amministrazioni, tra le quali rientra quella della gestione dei patrimoni immobiliari. Ciò con inevitabili vantaggi per le singole Amministrazioni come: - la ridefinizione dei confini dell’area di azione delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto si assiste ad un rafforzamento della capacità di elaborazione di indirizzi inerenti alle proprie funzioni pubbliche e di controllo della loro realizzazione,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabrizio Spadoni Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2976 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.