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Il bullismo e le dinamiche di gruppo nel contesto scolastico

Il bullismo è un fenomeno in diffusione che si sviluppa principalmente nell’ambito scolastico. Esso è determinato in particolare dalle dinamiche che si instaurano tra diversi gruppi. Ogni gruppo ha dei propri obiettivi e interessi che cerca di soddisfare in modo adeguato, ma quando questi sono in conflitto con quelli di altri gruppi è probabile che si verifichi un comportamento competitivo che spesso sfocia in un atteggiamento ostile. La competizione che si viene a creare determina un forte favoritismo per l’ingroup nei giudizi, negli atteggiamenti e nelle preferenze. Gli individui interagiscono nei termini delle loro rispettive appartenenze di gruppo. Si riscontra una diffusione di nozioni screditanti per l’outogroup attraverso l’utilizzo di stereotipiad esempio. Si possono manifestare pregiudizi e discriminazioni contro alcuni outgroup perché si pensa che questi minaccino i propri interessi o perché si ha bisogno di questi preconcetti per gestire i propri problemi emozionali e la propria aggressività. I gruppi nel confronto conservano le loro rispettive identità. L’identità di gruppo incoraggia e rafforza l’identità dell’ego. L’ego è una sorta di forza istintuale che motiva l’individuo dal di dentro ed è possibile un suo deterioramento se si verificano avvenimenti violenti e disturbanti. Si può riscontrare un’identità negativa nella gioventù delinquenziale dove lo stato di emarginazione economica, etnica o religiosa unito al fatto di sentirsi in pericolo e alla paura di perdere la propria identità portano appunto ad atti di devianza. L’identità negativa si sviluppa principalmente nella scuola dove il bambino si rende conto che il suo valore di scolaro è determinato dall’estrazione dei genitori e dell’ambiente in cui vive e di conseguenza si sente ancora più inferiore di quanto si sentisse prima. Questa sua percezione influenza lo sviluppo del suo carattere. Quando una confusione di ruoli si accompagna ad una lunga disperazione, episodi di delinquenza o di aggressività sono abbastanza comuni. Questi giovani disorientati si sovraidentificano con gli eroi di gruppi al punto tale da perdere quasi esclusivamente la propria individualità. Essi sanno diventare molto intolleranti e crudeli nell’escludere coloro che sono diversi e tale intolleranza può essere una necessaria difesa contro il senso di perdita dell’identità. La sensibilità dell’adolescenza si alterna ad un atteggiamento di sfida contro il senso di dubbio e vergogna. Tra i fenomeni della società vi è la tendenza verso l’uniformità; l’individuo non completamente certo si nasconde dietro la certezza di gruppo. Si assiste quindi a una spinta verso un’identità di gruppo negativa. Essa si riscontra in ambiti scolastici e questo perché si riporta a scuola lo stile di vita e l’ambiente familiare di cui si è parte. I giovani quindi spinti agli estremi possono trovare maggior senso di identità nel ripiegare nella delinquenza che in qualsiasi altra soluzione che la società possa offrire loro.

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2 Capitolo 1 Teorie sulla dinamica di gruppo 1.1 La teoria del campo Lewin ha elaborato la teoria del campo che assume grande valore per la storia della psicologia. Per campo si intende la totalità dei fatti coesistenti ad un dato momento considerati nella loro interdipendenza. Esso può essere visto come spazio di vita, una sorta di mappa che ha la persona del suo ambiente sociale; oppure come spazio fisico sociale o ancora come spazio di confine, dove il mondo interno e quello esterno si incontrano in un rapporto di interdipendenza. Questo approccio viene usato per studiare le dinamiche del gruppo sociale. Esso è qualcosa di più o di diverso dalla somma dei suoi membri; ha struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con gli altri gruppi. Quel che costituisce l’essenza è l’interdipendenza tra i suoi membri. Il gruppo può definirsi come una totalità dinamica; il che significa che un cambiamento di stato di una sua parte interessa lo stato di tutte le altre. In tale definizione risalta il concetto di destino comune. In questa prospettiva l’individuo viene percepito e compreso in rapporto con il più ampio sistema di forze sociali cui appartiene. Allo stesso modo, anche il gruppo viene considerato nei rapporti concreti con gli altri gruppi del suo contesto sociale. Lo studio della psicologia riguarda, per Lewin, i rapporti dell’individuo con l’ambiente così come percepiti dall’individuo stesso. Il comportamento è quindi funzione sia della persona che dell’ambiente in cui vive. Il ricercatore, oltre a svolgere esperimenti al fine di individuare le caratteristiche dei gruppi, può lavorare con i gruppi stessi nella vita di ogni giorno utilizzando quindi la metodologia di ricerca-intervento, tipica della teoria del campo. E’ importante quindi l’analisi dei gruppi perché è al loro interno che meglio si coglie la connessione tra componenti cognitive e componenti sociali che caratterizza il comportamento umano.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Sierchio Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11171 click dal 28/03/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.