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Bioetica e scuola. La ricerca, il contesto, le prospettive

L'introduzione della bioetica come disciplina autonoma è invocata come indispensabile rimedio alla confusione del dibattito contemporaneo in ordine al giudizio morale della coscienza. Da più fronti sorge la necessità di introdurre una vera e propria disciplina che in modo interdisciplinare si occupi dei grandi temi che tanta parte hanno oggi nella scenza pubblica. La prima parte della tesi attraverso una ricerca quantitativa e qualitativa mira a verificare l'effettiva opportunità di tale proposta. Nella seconda parte vengono messe in rassegna le diverse impostazioni teoriche che soggiaciono alla bioetica tanto che sarebbe più opportuno parlare di bioetiche al plurale. Infatti la bioetica appare come la riproposizione in chiave scientifico-semplificatoria di un progetto di uomo che le diverse posizioni propongono. Nella terza parte viene messo in rilievo come la vera questione non sia quella dell'inserimento di una disciplina autonoma quanto piuttosto quello di intendere in un modo diverso la scuola e precisamente come "luogo di apprendimento-comprensione critica dei saperi mediante narrazioni di senso che addestrano alla “vita vera” e che sviluppino la capacità del pensiero" seguendo le lezioni di Morin, Bruner e soprattutto della Arendt.

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INTRODUZIONE L’apprendistato della vita dovrebbe produrre la coscienza che la “vera vita” […] non risiede nelle necessità utilitaristiche, alle quali nessuno può sottrarsi, ma nel proprio sbocciare nella qualità poetica dell’esistenza. Edgar Morin La questione della bioetica a scuola è particolarmente rilevante nel contesto culturale attuale. Tra le molte competenze attribuite, in modo più o meno adeguato all’istituzione scolastica, spesso viene sottolineato anche il compito di esplicare, presentare e , impropriamente, risolvere quei dilemmi che si pongono alla coscienza individuale e sociale nella materia della vita. Da diverse parti, non ultime quelle istituzionali, si alza la richiesta di un maggiore spazio da offrire a tale questioni all’interno delle discipline. Se da un lato alcuni propongono l’introduzione di una disciplina specifica, dall’altro alcuni chiedono una maggiore attenzione soprattutto in sede interdisciplinare a tale questione. Dietro tale richiesta si nasconde tuttavia il silente, benché pressante desiderio che la scuola assuma i contorni dell’onniscienza e dell’iperspecializzazione, prendendosi in carico ogni compito educativo. Questo perché, con buona probabilità, molte altre istituzioni educative non riescono ad assolvere i loro compiti e forse perché il recondito mito della conoscenza coltivato da certa ideologia, permetta in sostanza di alimentare l’illusione che ci siano soluzioni a qualsivoglia questione. Proprio da queste considerazioni si muove questo modesto lavoro che cerca di indagare la pertinenza di un discorso bioetico all’interno dell’istituzione scolastica, cercando di mettere in rilievo quali possano essere le scommesse e le sfide nascoste poste dalla questione. La prima sezione si occupa di indagare, attraverso una ricerca condotta sia con metodo quantitativo sia con metodo etnografico-qualitativo, l’opportunità o meno dell’introduzione della bioetica nella scuola. Viene inoltre indagato il livello di soddisfazione rispetto a temi di questo tipo cercando di verificare in quali contesti e discipline, e attraverso quali metodologie didattiche esso è trattato. Tale ricerca è utile anche per dare un ritratto dell’ ethos contemporaneo mostrando la frammentazione che ne costituisce l’orizzonte culturale. La seconda sezione cerca di recensire le impostazioni teoriche presenti nelle diverse proposte di bioetica, mostrando come non si possa parlarne al singolare ma esistano prospettive plurali e a volte divergenti.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Togni Fabio Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3465 click dal 02/04/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.