Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

''God is not neutral'' - Strategie di comunicazione politica nella guerra al terrorismo

Con l'esplodere del fenomeno del terrorismo internazionale si è fatto strada sempre più, soprattutto negli Stati Uniti, un utilizzo massiccio della comunicazione politica, divenuta come raramente in precedenza un'"arma" a supporto dell'azione politica.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di descrivere come si sia svolta la comunicazione politica in relazione all’emergenza terroristica dall’11 settembre 2001 in poi. Verrà presa in considerazione soprattutto la comunicazione politica del governo statunitense, e sarà riservata un’analisi anche alla comunicazione mediatica operata dalle organizzazioni terroristiche. L’obiettivo è quello di mostrare quanto sia stato significativo, a partire da quella data in poi, il ricorso costante a una forte retorica nei frequenti discorsi da parte dei governi, o anche da parte dei cosiddetti terroristi (un elemento importante è proprio l’uso inflazionato dell’appellativo “terrorista”, senza che sia fissato un ambito semantico condiviso che lo racchiuda). Una retorica molto ostentata, spinta spessissimo a giustificare le scelte politiche con l’idealismo, fino a presentare il nuovo conflitto contro il terrorismo internazionale come una riproposizione dell’eterna lotta tra il Bene e il Male. Il ricorso a questo tipo di linguaggio è stato fatto proprio dall’amministrazione statunitense e in particolar modo dal presidente George W. Bush, che una quindicina di anni prima era diventato un metodista osservante dopo un periodo di crisi esistenziale. Secondo molti opinionisti, il ricorso a un tale linguaggio, negli anni precedenti assente nei discorsi politici da parte dei governi, avrebbe contribuito ad alzare la percezione di gravità dello scontro sentita da vaste fasce di popolazione nel mondo arabo, e inoltre avrebbe spinto i terroristi ad alzare a loro volta i toni, diffondendo molto più frequentemente di prima messaggi indirizzati all’intero mondo islamico, incitanti alla ribellione contro l’“Occidente oppressore” e all’uccisione degli americani e dei loro alleati, rei di aver occupato e oltraggiato le terre sacre dell’Islam, a partire dagli interventi militari in Libano e poi con l’insediamento di alcuni contingenti nella Penisola Arabica in seguito alla guerra del Golfo del 1991. Tali messaggi purtroppo non rimasero vacue minacce, ma si tradussero in sanguinosi attentati in tutto il mondo, da Bali in Indonesia, a Madrid, a Beslan in Ossezia (Russia), solo per citarne qualcuno tra i più drammatici. I mass media di tutto il mondo non poterono fare a meno, seguendo le regole del news management, di cogliere questo nuovo grande tema mondiale presentandolo costantemente come il più importante argomento informativo: sostanzialmente, dall’11 settembre 2001 a oggi, la sensazione che ha il pubblico

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marco Mazzi Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2116 click dal 04/04/2007.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.