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Real option e flessibilità manageriale

Nel corso di questo lavoro abbiamo visto ed analizzato i principali strumenti analitici per la valutazione degli investimenti; in particolare sono stati discussi i principali punti di forza e debolezza di ogni modello, evidenziandone i possibili ambiti applicativi. Durante questa trattazione abbiamo evidenziato come, le mutate caratteristiche dell’ambiente verso un grado di complessità crescente, impongano dei modelli valutativi che sappiano cogliere le possibilità che si presentano durante l’attuazione di un progetto. In tale ambito sono emerse le lacune dei principali modelli di capital budgeting incapaci di cogliere la dimensione dinamica (in chiave diacronica) delle possibili evoluzioni prospettiche di una scelta d’investimento. Le possibilità, le opportunità a volte costituiscono un elemento di grande rilevanza per la decisione di allocazione tra progetti differenti; in questi casi abbiamo evidenziato come l’implementazione delle opzioni reali possa sopperire alle principali lacune dei modelli tradizionali. Detto ciò anche le opzioni reali non sono immuni da problematiche, in particolare evidenziamo che i modelli analitici per la valutazione delle opzioni sono basati su presupposti non molto realistici, (non arbitraggio, completezza…) in realtà diverse da quelle dei mercati finanziari; tuttavia abbiamo sottolineato che in generale i risultati di questi modelli non devono essere intesi come valori profetici bensì come dei riferimenti oggettivi. In ultima analisi abbiamo evidenziato come il carattere strategico delle opzioni, ben si coniughi con un approccio manageriale proattivo teso all’incremento del valore del progetto attraverso l’azione sulle leve di ogni singola opzione. Nell’ultima parte di questo lavoro abbiamo implementato il modello teorico su un caso aziendale, dimostrando l’utilità dell’approccio con le opzioni reali anche nel caso di infrastrutture, ed evidenziando come ancora una volta gli strumenti di capital budgeting sottostimino il valore di un progetto poiché, non tengono conto delle possibilità di evoluzione positive dello stesso, e della possibilità per i manager di intervenire aumentandone il valore.

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1 Modelli tradizionali per la valutazione degli investimenti 1.1 Introduzione L’imprenditore è colui che esercita un’attività economica organizzata. Da questa definizione emerge che l’impresa è un’attività che segue logiche e leggi di tipo economico, un’attività dunque che nasce , si sviluppa e muore dando vita a flussi monetari; anzi si può dire che proprio tali flussi determinano il successo o meno dell’attività stessa. Vista la rilevanza di tali flussi per la sopravvivenza dell’impresa, diviene di fondamentale importanza effettuare un’analisi prospettica dell’evoluzione degli stessi, delle fonti che li generano e delle variabili che ne influenzano l’andamento. L’attività d’impresa è indissolubilmente legata al concetto d’investimento intendendosi con tale termine il trasferimento di risorse nel tempo, e più specificamente un’uscita monetaria iniziale cui segue la possibilità di un’entrata monetaria in un tempo successivo. All’avvio di un’attività d’impresa, sono numerosi gli investimenti che si possono citare; a tal fine possiamo enucleare tra i più importanti i cosiddetti investimenti di capacità che modificano in maniera permanente la capacità produttiva. L’investimento diviene un elemento

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Samuele Carpita Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1987 click dal 16/04/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.