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La statistica e la gestione dei servizi sanitari: modelli per lo studio dei flussi di mobilità ospedaliera

Il lavoro di tesi si prefigge come obiettivo la verifica delle possibilità di utilizzo dei modelli statistici nella gestione del Servizio Sanitario Nazionale. In particolare, questo tipo di strumenti assume una grande rilevanza alla luce della configurazione nuova del S.S.N., delineata dai decreti legislativi 502/92 e 517/93. La riforma, infatti, introduce un’ottica gestionale nuova che impone una rivalutazione del rapporto fra singoli poli di offerta e “sacche” di utenza relative. Tra i diversi fattori critici, assume un’importanza rilevante la dislocazione territoriale delle strutture all’interno della Regione. È necessario, infatti, rilevare l’esistenza di bacini naturali di utenza per determinare una corretta allocazione delle A.S.L., in grado di minimizzare i costi di spostamento ed i disagi dei pazienti stessi. A tal fine, gli strumenti statistici possono costituire un valido ausilio. In particolare, la funzionalità di tali modelli è incrementata dall’esistenza del fenomeno della mobilità sanitaria, che rende difficile monitorare la domanda ed attuare politiche gestionali efficienti. Sostanzialmente, si hanno migrazioni di questo tipo quando pazienti che appartengono al territorio di una certa A.S.L. fruiscono delle prestazioni necessarie presso strutture facenti capo ad Aziende diverse. All’interno del concetto di mobilità sanitaria rientrano due tipi di fenomeni diversi fra loro: da un lato, la mobilità ambulatoriale, difficile da monitorare, dall’altro lato, la mobilità ospedaliera. Il lavoro di tesi si concentra, in particolare, su quest’ultimo tipo di spostamenti e le analisi statistiche proposte riguardano dati relativi alla Regione Marche.

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Considerazioni introduttive 11 Considerazioni introduttive La configurazione nuova del Sistema Sanitario Nazionale, delineata con i decreti legislativi 502/92 e 517/93, impone una rivalutazione del rapporto fra i soggetti erogatori dei servizi sanitari ed il bacino di utenza relativo. Le spinte concorrenziali nuove, infatti, rendono necessaria un’attenzione maggiore da parte delle aziende singole verso i bisogni reali dei pazienti, per conquistare e consolidare vantaggi competitivi rispetto alle strutture di erogazione “concorrenti”. A tal fine, le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere necessitano di strumenti in grado di interpretare correttamente le esigenze degli Utenti, per concretare piani di programmazione ed attività di monitoraggio dell’azione assistenziale. In quest’ottica, la conoscenza e l’elaborazione dei dati relativi ai flussi di mobilità sanitaria risultano estremamente importanti. Si fa riferimento, in particolare, all’utilizzo di informazioni su due tipologie di spostamenti degli Utenti sanitari. La prima deriva da motivazioni oggettive, legate alle carenze obiettive delle strutture sanitarie di riferimento. In questo caso, si tratta di fughe obbligate, determinate da fattori estranei alle preferenze del paziente. Accanto a tale tipo di spostamenti sanitari esiste una forma di mobilità legata a motivazioni soggettive. È ciò che avviene quando un paziente “emigra” o perché ritiene di essere meglio curato in altre strutture o per ragioni diverse, che non implicano necessariamente giudizi negativi sulle strutture legate all’area di residenza. In tal caso, si parla di flussi di infedeltà.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Enrico Santarelli Contatta »

Composta da 292 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5638 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.