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La fotografia in Franco Vaccari: dalla contemplazione all'azione

La tesi è uno studio rivolto all'approfondimento filosofico, estetico, linguistico e semiologico relativo all'esistenza o meno di uno statuto autonomo della pratica fotografica nell'arte. Il contributo unico dato in Italia da Franco Vaccari rappresenta un punto di svolta nel dibattito critico per le teorie pionieristiche e avanguardiste.

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1 Introduzione La personalità artistica di Franco Vaccari si colloca, a partire dalla metà degli anni Sessanta, nel vasto panorama dell’Arte Concettuale che, nata con Duchamp e strutturatasi più organicamente all’interno del movimento Fluxus ( si ricordi la definizione nel 1963 di “Concept Art” dell’artista Henry Flynt ), convogliava al suo interno molteplici forme di espressione artistica; tra queste la cosiddetta Poesia Visiva, una commistione di immagini e scrittura, dove quest’ultima, però, si qualificava non solo per il suo valore estetico ma anche per quello semantico. L’inserimento di Vaccari all’interno di questo ambito si è manifestato, sin dal primo momento, in maniera non rigida, ma al contrario aperto alle nuove direzioni che quella strada poteva intraprendere. In particolare il sentimento che lo ha animato sin dagli esordi, è stato l’interesse per una ricerca che potesse dimostrare la possibilità di una sinergia dei linguaggi artistici al fine di farne emergere le profonde valenze simboliche. La poesia scaturente dalla commistione di immagini e parole, infatti, interessava l’artista non tanto per il suo “potere” estetico, quanto invece per l’essenza stessa di traccia derivata dalla composizione di elementi significanti ( l’immagine e la parola appunto ). Il concetto di traccia, poiché ha insita nella propria natura quello di “è stato”, “qualcosa o qualcuno ha lasciato questo segno”, rappresenta la temporalità, il prima e il dopo, presuppone sempre un “racconto”. E, in effetti, la vasta produzione dell’artista si distingue sin dall’inizio per una “vocazione narrativa” che, come lui stesso afferma, è pienamente espressa dai video ancor più che dai suoi primissimi libri d’artista come “Pop esie” del 1965 ed “Entropico” e “Le Tracce” del 1966. Vocazione narrativa che per molti aspetti si evince anche dalle numerose operazioni artistiche, le cosiddette “Esposizioni in Tempo Reale”: una formula di “evento artistico” ideata e realizzata originalmente da Vaccari, che ha, in poche parole, la peculiarità di generare l’opera “da esporre” in tempo reale. Come vedremo in seguito più approfonditamente, il senso delle sue azioni si fonda

Tesi di Laurea

Facoltà: Beni culturali

Autore: Francesca De Filippi Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3880 click dal 19/06/2008.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.