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La rivoluzione della pubblicità on-line passa per il web 2.0: il caso di Google Adwords e Adsense

Internet a livello mondiale sta raggiungendo livelli di penetrazione molto alti, superando il miliardo di persone on-line, con una previsione di aumento nel 2008 del 7,3%.
Questo rende il mezzo un’opportunità appetibile per le aziende che stanno investendo sempre più all’interno dell’advertising on-line anche se con differenze tra stato e stato.
Nonostante ciò molte sono ancora le possibilità di sviluppo e sfruttamento delle opportunità del web in ambito pubblicitario, si sta andando oltre i mezzi tradizionali: i siti vetrina, i banner, gli affiliate programm, la pubblicità per impression.
In particolar modo l’avvento nel 2001 del concetto di “Web 2.0” ha portato ad un’importante cambiamento di visuale, un’apertura verso una realtà consumer-oriented, basata sulla co-operazione, la condivisione e la pertinenza dei contenuti agli interessi dei navigatori, quindi content-based.
In quest’ottica diventano i consumatori e i web pubblisher i veri protagonisti del web-advertising.
A riprova di ciò è utile prendere in considerazione il caso dei servizi offerti da Google: Adwords e Adsense, content based o site targeting.

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4 Introduzione Lo svilupparsi del fenomeno di internet a livello mondiale è un dato di fatto dimostrato anche dalle statistiche. Un’indagine dell’Internet World Stats conferma infatti il superamento del miliardo di persone on-line tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006. Benché lo sviluppo resti irregolare e sia sempre l’America all’avanguardia, buone prospettive si aprono anche in Europa e Asia. Si tratta di un trend crescente che, secondo le prevvisioni di Paolo Duranti, porterà ad un +7,3% del fenomeno nel 2008. Si parla quindi di una prospettiva indubbiamente allettante per le imprese che, seppur tiepidamente, hanno iniziato ad investire nell’advertising on-line. Ad oggi si stima che il capitale totale destinato alla pubblicità on-line sia di circa 20.820 milioni di dollari rappresentanti tuttavia ancora solo il 4,6% del totale stanziato per l’advertising. Proprio queste potenzialità rendono interessante il tentativo di comprendere come si possa sfruttare al meglio questa “terra promessa” solo superficialmente sfiorata dai più. Non mi sto riferendo ai classici mezzi pubblicitari quali i banner, l’e-mail marketing o i siti vetrina, ma a un fenomeno molto più ampio e solo agli albori che sta rivoluzionando il modo di concepire Internet ma anche il suo utilizzo da parte degli utenti e l’impiego in ambito promozionale e pubblicitario: il web 2.0. Questo termine, utilizzato per la prima volta nel 2001 in una sessione di brainstorming tenutasi durante un incontro tra O’Reilly e la Media Live Internation, è ad oggi ancora oggetto di controversie definitorie. Si tratta di una nuova concezione del web sempre più incentrata sulla volontà di condivisione di contenuti, pareri, informazioni tra utenti verso il cosiddetto word of mouth. Ciò determina anche una visione favorevole verso l’open source, l’uso di software sviluppati on-line e facilmente decriptabili o remixabili (mashup), in una realtà dove ormai non si può più parlare di “tutti i diritti protetti” ma solo di “alcuni diritti riservati”, proprio per permettere tramite la co-operazione degli utenti on-line di

Laurea liv.I

Facoltà: Interfacoltà

Autore: Valentina Delfanti Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4684 click dal 30/04/2007.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.