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Genesi ed affermazione del movimento fascista nelle pagine de ''La Nazione'' (1919-1922)

SINTESI
Lo scopo di questo lavoro è stato quello di analizzare un fenomeno storico, sociale e politico come quello della nascita del movimento fascista, non solo alla luce dei riferimenti bibliografici, ma anche con l’ausilio dei quotidiani dell’epoca. La visuale sul fenomeno storico in questione è molto più completa ed ovviamente ben diversa, se si osserva col senno di poi e con la lente di chi ha scritto e commentato un ciclo di vita italiana, dopo che questo si è interamente consumato. Tutt’altro discorso vale invece per le appassionate cronache del tempo, svolte dai redattori del quotidiano, che seppur dotate di una minore profondità di analisi avevano un maggiore coinvolgimento nei fatti ed hanno tuttora una incredibile capacità di trascinare il lettore e coinvolgerlo nelle vicende storiche di quel periodo.
“La Nazione” ha avuto, la valenza di strumento di analisi del periodo ed al contempo è stata attento oggetto di studio, soprattutto per quello che riguarda i suoi rapporti ed il suo legame col movimento fascista.
E’ importante ricordare anche che la Toscana, la regione dove “La Nazione” svolgeva in modo preminente la funzione di informazione ma anche influenza e condizionamento della pubblica opinione, fu considerata una delle regioni guida della genesi e successiva affermazione del movimento fascista, come ebbe a vantarsi proprio “La Nazione” nei giorni della presa del potere fascista, per mezzo del suo direttore Aldo Borelli.
Il periodo temporale preso in esame, riguarda i fatti e le vicende storico-politiche e storico-sociali, verificatesi fra il 1919 ed il 1922 ovvero quell’arco di tempo che va dall’immediato primo dopoguerra fino alla marcia su Roma ed il primo ministero Mussolini. Ripercorrendo le tappe più significative di questo periodo ho potuto osservare come “La Nazione” pur mantenendo una pacatezza di toni e la congeniale cautela verso le novità sociali, derivante dal suo liberalismo conservatore, trasformò la sua storica difesa della classe borghese in un graduale ma inesorabile appoggio al fascismo.
Di questo arco temporale ho analizzato i fatti salienti inerenti le vicende del
movimento fascista e contemporaneamente l’atteggiamento tenuto da “La Nazione” verso questi fatti.
Nei quattro anni presi in esame, emerge chiaramente la parabola compiuta dal movimento di Mussolini, che partendo da posizioni di interventismo di sinistra, difesa della nazione e valorizzazione della guerra, confluì su posizioni nazionaliste di partito d’ordine antibolscevico.
Uno degli aspetti più avvincenti, nello svolgere un lavoro di tesi come questo, è la continua raccolta di informazioni su un doppio piano storico: da un lato la bibliografia con la quale certi avvenimenti e risvolti politico-sociali sono osservati a posteriori, e dall’altro lato la appassionante lettura degli articoli del quotidiano scritti da chi era immerso nelle vicende del tempo senza conoscerne tutte le implicazioni presenti né i risvolti futuri. Ampio spazio e tanta attenzione è stata dedicata proprio agli editoriali e gli articoli di fondo di Borelli e di Carlo Scarfoglio, direttore politico di quel periodo, perché rappresentano una chiave di lettura della tendenza politica del foglio fiorentino. Non solo le opinioni espresse negli editoriali ma anche il rilievo dato a certe notizie piuttosto che ad altre, oppure il tono delle corrispondenze, o i titoli stessi degli articoli di cronaca, aiutano a far luce su quali fossero le linee guida de “La Nazione” e chiariscono la direzione verso cui il foglio fiorentino orientava il proprio cammino. Lo storico quotidiano di Firenze era in quel periodo il giornale più autorevole e con maggior tiratura a Firenze ed in Toscana, in aggiunta, esprimeva posizioni politiche moderate, della corrente liberal-conservatrice e fin dalla sua nascita era unanimemente riconosciuta la sua autorevolezza in campo politico. Insomma la testata fiorentina orientava ed al tempo stesso rappresentava, gli umori di buona parte dei detentori del potere economico-politico a Firenze ed in Toscana; per questo rappresentava un punto di osservazione privilegiato perché garantiva autorevolezza ed al tempo stesso moderazione ed equilibrio nella lettura degli scenari socio-politici. Il ruolo della carta stampata, come veicolo di informazioni, ma anche come fonte di opinioni politiche ed orientamenti, è centrale tuttora, ma lo era molto di più all’inizio del novecento. E Mussolini di questo era pienamente consapevole, ecco il perché del rapporto strettissimo che ebbe sempre il movimento, e poi il partito fascista, con la stampa italiana. Uno dei singolari aspetti del fascismo, infatti, fu proprio quello che ogni dirigente o quadro del partito, salvo rarissime eccezioni, fece in qualche periodo della sua carriera una esperienza di rilievo in qualche testata giornalistica.

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Introduzione Genesi ed affermazione del movimento fascista nelle pagine de “La Nazione” 1 INTRODUZIONE

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Santoni Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.