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Santa Parasceve la Giovane nella tradizione slavo-ecclesiastica di Moldavia

L’obiettivo della mia tesi è quello di presentare la figura di Santa Paraskeva (in italiano Parasceve) e la sua importanza nella religione ortodossa, soprattutto in Moldavia; per fare ciò, ho ricostruito la sua biografia, le caratteristiche delle Vite della Santa che ci sono ad oggi pervenute, e ho cercato di chiarire gli avvenimenti legati alle traslazioni delle sue reliquie nei paesi balcanici e le vicende relative alle sue origini. Ho anche tradotto il testo in cui viene descritto il trasferimento delle reliquie in Moldavia, tratto dal mese di ottobre dei “Ceti Minej” (Vite dei Santi) scritti da Dmitrij Tuptalo, Metropolita di Rostov; ho analizzato il testo cercando di mettere in risalto le inesattezze presenti e di compararle con la realtà storica e con le altre testimonianze a noi note, cercando di evidenziare il carattere rielaborativo dell’opera di Dmitrij Rostovskij. In questo lavoro, ho inoltre presentato la venerazione che alcuni paesi balcanici, Grecia, Bulgaria e Serbia, nutrono nei confronti di Santa Paraskeva, partendo dalle origini di esso fino ai giorni nostri, aiutandomi con la consulenza di alcuni religiosi ortodossi dei paesi in questione.

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7 1. Introduzione Quando parliamo di Santa Paraskeva (o, italianizzato, Parasceve) bisogna fare una distinzione tra le tre sante che portano questo nome, perché l’omonimia porta spesso all’identificazione delle tre in un’unica figura, mentre in realtà sono ben diverse 1 . La più antica è la Santa Paraskeva romana, una martire del II secolo perseguitata durante il regno dell’imperatore Antonino Pio (131-161). Paraskeva nacque a Roma sotto l’imperatore Adriano, era figlia di genitori molto ricchi, ma anche molto cristiani e pii; alla loro morte la Santa vendette tutti i beni che aveva ereditato, distribuì il ricavato ai poveri e si ritirò in un monastero femminile della città; dopo un certo periodo abbandonò il monastero per dedicarsi alla predicazione pubblica della dottrina cristiana (tra l’altro la predicazione femminile del Vangelo era contraria al divieto fatto da S. Paolo), ma fu denunciata da alcuni giudei come ostile alla religione ufficiale e l’imperatore Antonino Pio tentò di farla apostatare. La Santa sarebbe stata sottoposta a numerose e terribili torture dalle quali sarebbe uscita senza danni, tanto che molti pagani, vedendo questi prodigi, si convertirono. Non sapendo più cosa fare, l’imperatore fa preparare un pentolone pieno d’olio e di pece bollente e vi fa immergere la santa, ma ella getta con le proprie mani uno spruzzo del liquido bollente sul viso dell’imperatore che rimane accecato, ma grazie alle preghiere di Paraskeva Antonino riacquista la vista, si converte e lei lo battezza. 1 A proposito della tendenza a fare confusione tra le tre sante: esistono delle icone che rappresentano una santa che tiene su una mano la croce, simbolo rappresentativo di Parasceve la giovane, l’anacoreta, e sull’altra gli occhi, che iconograficamente rappresentano la Paraskeva romana, la martire.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniela Ciabattini Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.