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Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme

Informazioni tesi

  Autore: Michela Pelamatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Annapaola Canevari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

La Legge Regionale entrata in vigore in Lombardia l’11 marzo 2005 ha, per la prima volta nella nostra regione, introdotto un nuovo strumento per la pianificazione, la perequazione.
Questo non vuol dire che la perequazione è uno strumento nuovo: le prime sperimentazioni dell’Arch. Stefano Pompei, uno dei primi “pionieri” della materia, risalgono a più di venti anni fa e si parlava di perequazione anche nel XXI Congresso dell’INU, nel novembre del 1995.
Ma il fatto che ora la perequazione sia riconosciuta anche a livello legislativo è sicuramente un passo importante.
La tesi è costituita da una prima parte di studio dei metodi e degli strumenti che, fino al 2005, l’Amministrazione Pubblica ha avuto a disposizione per la pianificazione e la gestione del territorio, con particolare attenzione a quelli rivolti alle aree da destinare a servizi e ad attrezzature pubbliche.
Ho poi affondato un’analisi della nuova Legge Regionale, la già citata L.R. n.12/2005; ho approfondito soprattutto gli aspetti che riguardano la pianificazione comunale e, naturalmente, come la nuova legge regolamenta l’uso della perequazione.
Ho quindi affrontato il tema della perequazione, cercando di approfondire sia gli aspetti teorici attraverso uno studio di tutti i passaggi, dalle fasi iniziali a quelle conclusive del processo perequativo, sia il naturale e conseguente sbocco progettuale di tale processo.
Ho applicato la perequazione al comune di Darfo Boario Terme che può essere considerato un esempio significativo perché ha caratteristiche molto simili alla maggioranza dei comuni lombardi.
Vorrei concludere citando le parole di Stefano Pompei: “…la perequazione non è una cosa semplice, quale potrebbe invece apparire dalla lettura affrettata del documento INU e dai discorsi di chi non l’ha mai applicata. Non è la bacchetta magica. E’ un metodo serio per affrontare le cose, ma come tutte le cose serie richiede fatica e studio, e deve essere di volta in volta adeguato alle diverse realtà di fronte alle quali ci si trova…”.

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15 ABSTRACT La Legge Regionale entrata in vigore in Lombardia l’11 marzo 2005 ha, per la prima volta nella nostra regione, introdotto un nuovo strumento per la pianificazione, la perequazione. Questo non vuol dire che la perequazione è uno strumento nuovo: le prime sperimentazioni dell’Arch. Stefano Pompei, uno dei primi “pionieri” della materia, risalgono a più di venti anni fa e si parlava di perequazione anche nel XXI Congresso dell’INU, nel novembre del 1995. Ma il fatto che ora la perequazione sia riconosciuta anche a livello legislativo è sicuramente un passo importante. La tesi è costituita da una prima parte di studio dei metodi e degli strumenti che, fino al 2005, l’Amministrazione Pubblica ha avuto a disposizione per la pianificazione e la gestione del territorio, con particolare attenzione a quelli rivolti alle aree da destinare a servizi e ad attrezzature pubbliche. Ho poi affondato un’analisi della nuova Legge Regionale, la già citata L.R. n.12/2005; ho approfondito soprattutto gli aspetti che riguardano la pianificazione comunale e, naturalmente, come la nuova legge regolamenta l’uso della perequazione. Ho quindi affrontato il tema della perequazione, cercando di approfondire sia gli aspetti teorici attraverso uno studio di tutti i passaggi, dalle fasi iniziali a quelle conclusive del processo perequativo, sia il naturale e conseguente sbocco progettuale di tale processo. Ho applicato la perequazione al comune di Darfo Boario Terme che può essere considerato un esempio significativo perché ha caratteristiche molto simili alla maggioranza dei comuni lombardi. Vorrei concludere citando le parole di Stefano Pompei: “…la perequazione non è una cosa semplice, quale potrebbe invece apparire dalla lettura affrettata del documento INU e dai discorsi di chi non l’ha mai applicata. Non è la bacchetta magica. E’ un metodo serio per affrontare le cose, ma come tutte le cose serie richiede fatica e studio, e deve essere di volta in volta adeguato alle diverse realtà di fronte alle quali ci si trova…”.

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