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La disciplina delle ferie alla luce delle recenti novità legislative

Informazioni tesi

  Autore: Antonio Pignato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Carmelo Romeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Questo studio ha voluto approfondire il ruolo del riposo annuale nella prestazione lavorativa, in particolare del lavoratore subordinato, muovendo dall’intento costituzionale di salvaguardare la salute dell’individuo. Si è ripercorso il cammino legislativo in materia di ferie, a livello comunitario e nazionale, sebbene questa non sia stata nel nostro ordinamento oggetto di una legge speciale, a differenza di quel che è avvenuto per l’orario di lavoro ed il riposo settimanale. Tuttavia negli anni la giurisprudenza ha formato un corpus riguardevole in merito a specifiche problematiche sorte in tema di ferie. Essendo, quello al riposo feriale, un diritto del lavoratore, cioè della parte debole, si capisce come forte sia l’esigenza di tutela e di certezza, soprattutto in presenza di una normativa frammentaria. Di fatto, le ferie vengono regolate dalla contrattazione collettiva, non essendoci una specifica riserva di legge. Novità importanti sono però intervenute in tempi recenti col d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66 e successive modifiche del 2004, che hanno riavvicinato l’istituto delle ferie ai suoi principi ispiratori di irrinunciabilità del diritto al riposo, così come sancito dall’art. 36 Cost., fino ad allora largamente disattesi.

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INTRODUZIONE L’uomo è un animale sociale che, nonostante l’incalzante progresso tecnico, le moderne strutture organizzative ed il livello economico raggiunto dalla società del terzo millennio, è ancora essenzialmente occupato dal lavoro. Sui tempi che lo impegnano nel lavoro, l’uomo di fatto organizza la propria vita e quella degli individui con cui viene a contatto, essendo i tempi di lavoro di natura obbligatoria. Il tempo per sé, che potrà dedicare agli affetti personali, alla sua formazione, allo svago, sarà perciò il tempo che dal lavoro riuscirà ad essere liberato. In questo tempo è necessario anche dedicare una porzione al riposo, onde consentire il giusto recupero delle energie consumate durante la prestazione lavorativa. La disamina si complica se andiamo a considerare anche i tempi di trasporto, non indifferenti, e le altre attività a carattere obbligatorio che occupano spazi ulteriori al tempo liberato. L’architettura temporale della civiltà capitalistica occidentale è dunque una costruzione complessa, a più strati, dove il riferimento costante è a tempi quantitativi (quelli misurati dall’orologio e dal calendario) e a tempi qualitativi. Allo studio di questi si è rivolta l’attenzione di studiosi di diversi campi, dalla storia alla sociologia, dall’antropologia al diritto, all’architettura urbana. Per lungo periodo la rivendicazione di riposo adeguati è stata subordinata alla richiesta di riduzione della giornata lavorativa, considerata quest’ultima di maggiore urgenza. Solo in epoca recente, conquistata la limitazione dell’orario giornaliero e settimanale, si è tornati a regolare in maniera più appropriata il riposo annuale. Pertanto i due percorsi evolutivi si fondono, rivendicando una ratio comune: la tutela della salute tramite il diritto al riposo e il più moderno diritto al tempo libero ed allo svago che sempre più nella società contemporanea assumono valore. Questo studio ha voluto approfondire il ruolo del riposo annuale nella prestazione lavorativa, in particolare del lavoratore subordinato, muovendo dall’intento costituzionale di salvaguardare la salute dell’individuo. Si è ripercorso il cammino legislativo in materia di ferie, a livello comunitario e nazionale, sebbene questa non sia stata nel nostro ordinamento oggetto di una legge speciale, a differenza di quel che è avvenuto per l’orario di lavoro ed il riposo settimanale. Tuttavia negli anni la giurisprudenza ha formato un corpus riguardevole in merito a specifiche problematiche sorte in tema di ferie. Essendo, quello al riposo feriale, un diritto del lavoratore, cioè della parte debole, si capisce come forte sia l’esigenza di tutela e di certezza, soprattutto in presenza di una normativa frammentaria. Di fatto, le ferie vengono regolate dalla contrattazione collettiva, non essendoci una specifica riserva di legge. Novità importanti sono però intervenute in tempi recenti col d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66 e successive modifiche del 2004, che hanno riavvicinato l’istituto delle ferie ai suoi principi ispiratori di irrinunciabilità del diritto al riposo, così come sancito dall’art. 36 Cost., fino ad allora largamente disattesi. 3

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